Tutto confermato: il 22 e 23 marzo il referendum costituzionale sulla legge relativa alle ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’, approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2025, si terrà. Il Tar del Lazio ha pubblicato oggi la sentenza (n. 1964) con cui si è pronunciato nel merito sul ricorso presentato contro il decreto del presidente della Repubblica del 13 gennaio 2026, e contro la relativa deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2026. Ebbene, il Tribunale amministrativo regionale ha stabilito l’infondatezza del ricorso e ha respinto la richiesta di sospensione e annullamento del decreto presidenziale. I ricorrenti, promotori di una raccolta di sottoscrizioni per un quesito referendario parzialmente diverso da quello ammesso dall’Ufficio centrale per il referendum il 18 novembre 2025, avevano chiesto di bloccare la consultazione già indetta per poter completare la raccolta delle firme e sottoporre il proprio quesito al giudizio di legittimità dello stesso Ufficio centrale.
Secondo quanto rilevato dal Tar del Lazio la disciplina applicabile è principalmente finalizzata a garantire che la legge di riforma costituzionale, approvata dal Parlamento a maggioranza assoluta dei propri componenti, possa essere sottoposta in tempi certi al giudizio della volontà popolare. Questo obiettivo deve essere perseguito indipendentemente da quale tra i soggetti legittimati dall’articolo 138 della Costituzione abbia per primo promosso l’iniziativa referendaria.



