Detassazione dei rinnovi contrattuali, riduzione dell’Irpef, sostegno alle imprese e ai redditi medio-bassi. Sono questi alcuni dei punti chiave della legge di bilancio al centro della decima edizione del tradizionale convegno sul fisco di Confcommercio, ospitato nella sede milanese dell’associazione. L’iniziativa è stata presentata dal segretario generale di Confcommercio nazionale e di Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza, Marco Barbieri, che ha illustrato i principali contenuti della manovra e i risultati ottenuti dall’azione confederale.
In ballo 18 miliardi e mezzo
Barbieri ha definito la legge di bilancio una manovra “complessa e articolata, da 18 miliardi e mezzo”, sottolineando come Confcommercio abbia fortemente richiesto l’inserimento della detassazione al 5% dei rinnovi contrattuali del 2024. “È stato un passaggio fondamentale – ha spiegato – perché rappresenta il riconoscimento del valore della contrattazione collettiva”.
Scelte che favoriscono tutti
Tra gli altri elementi positivi, il segretario generale ha richiamato la defiscalizzazione dell’Irpef nello scaglione fino a 50 mila euro, il mantenimento delle Zone Economiche Speciali con misure compensative di carattere fiscale a favore delle imprese, l’istituzione del Fondo per la cultura e gli interventi di defiscalizzazione sull’utilizzo dei libri scolastici. “La narrazione secondo cui questa manovra avrebbe favorito solo gli industriali”, ha concluso Barbieri, “è totalmente falsa”.
Giudizio positivo in un contesto difficile
Un giudizio positivo condiviso anche da Vincenzo De Luca, responsabile del Settore Fiscalità d’Impresa di Confcommercio, che ha ribadito la centralità del ruolo del presidente Carlo Sangalli nel confronto con il Governo. “Il presidente ha espresso un giudizio favorevole sulla manovra”, ha commentato ,“anche alla luce del complesso contesto politico ed economico internazionale”.
Manovra seria ed equilibrata
Nel dettaglio, De Luca ha definito la manovra 2026 “seria, equilibrata e responsabile”, sottolineando come confermi il percorso di risanamento dei conti pubblici e dia priorità a redditi bassi, lavoro dipendente, ceto medio, famiglie e imprese. Per Confcommercio, la misura di maggiore interesse è la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi tra 28 mila e 50 mila euro, alla quale sono stati destinati 3 miliardi di euro.
Beneficio medio di 218 euro l’anno
“Si tratta di una proposta della Confederazione”, ha fatto presente De Luca, “accolta dal Governo e rivolta a 13,6 milioni di contribuenti, pari al 32,6% del totale. Il beneficio medio atteso è di 218 euro annui, che può arrivare fino a 440 euro”. Una misura che, secondo Confcommercio, avrebbe potuto essere estesa anche ai redditi fino a 60 mila euro.
Fermare i contratti pirata
Sul tema della detassazione dei rinnovi contrattuali, De Luca ha ricordato l’azione politica che ha consentito di includere, in extremis, anche gli aumenti previsti dai contratti di commercio, ristorazione e turismo. Resta però una criticità: “La norma non specifica che i beneficiari debbano essere i contratti collettivi comparativamente più rappresentativi a livello nazionale. Il rischio è che possano beneficiarne anche i cosiddetti contratti pirata, alimentando il dumping contrattuale, un fenomeno sul quale anche il presidente Mattarella ha espresso forte preoccupazione”. In chiusura, De Luca ha ribadito l’auspicio di Confcommercio per il superamento definitivo dell’Irap, a partire da società di persone, associazioni tra professionisti ed enti non commerciali.
Scaglioni a pace fiscale
Al convegno è intervenuto anche il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, che ha illustrato le principali direttrici fiscali della legge di bilancio: dalla riduzione del carico fiscale su lavoratori e famiglie alla semplificazione degli scaglioni Irpef, dal supporto al Terzo settore alla pace fiscale attraverso la rottamazione.
Dalla Manovra segnali positivi
“L’obiettivo”, ha spiegato Leo, “è ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui redditi medio-bassi, con effetti positivi sul potere d’acquisto e sulla crescita economica”. Il viceministro ha quindi evidenziato le misure a favore delle imprese e la necessità di garantire il controllo dei conti pubblici: “È una manovra che sta dando segnali positivi all’Europa e che ci consente di uscire dalla procedura d’infrazione”, ha concluso l’esponente di Governo, “Se continueremo su questa strada, potremo ridurre ulteriormente il carico fiscale, intervenendo anche sui redditi oltre i 50 mila euro”.



