Chiamare le cose per come sono: quello in atto tra Usa ed Europa è uno scontro. Come finirà, al momento è difficile da prevedere. Di certo ieri dal World Economic Forum di Davos sono uscite parole non concilianti da parte della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del Presidente francese Emmanuel Macron. Se la prima ha spiegato che l’Ue ha bisogno di una nuova forma di indipendenza, il secondo ha detto basta alle idee folli che arrivano dall’altra parte del mondo per bocca di Donald Trump che ha minacciato dazi al 200% sui vini transalpini.
Il pensiero di Von der Leyen
C’era tantissima attenzione sull’intervento della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Inutile dire che gli argomenti più toccati dalle sue parole hanno riguardato i temi più scottanti: Groenlandia e Ucraina in primis. Ebbene, sono stati due i concetti che sono venuti fuori per la maggiore: l’impegno sulla sicurezza artica e la volontà di difendere la stabilità degli equilibri geopolitici transatlantici. Per prima cosa Von der Leyen ha definito “un errore” l’ipotesi di nuovi dazi statunitensi sulle importazioni europee, in particolare nei confronti dei Paesi che hanno inviato contingenti militari in Groenlandia. Una scelta che, secondo la presidente, rischierebbe di compromettere rapporti costruiti tra “alleati di lunga data”. Von der Leyen ha poi ricordato che solo a luglio è stato siglato un accordo commerciale tra Ue e Usa e che dunque, nei rapporti internazionali come negli affari, la parola deve essere mantenuta. In aggiunta ha precisato che gli Stati Uniti, per l’Europa, sono amici e alleati e che di conseguenza una spirale di tensioni commerciali altro non farebbe che favorire gli avversari comuni.
Risposta strategica
Ma quale sarà la risposta dell’Europa a quanto sta accadendo? “Sarà risoluta, unita e proporzionata” ma anche strategica, la risposta della Presidente. Ed è proprio in questo contesto che va inserito il pacchetto di misure che la Commissione sta mettendo in atto per rafforzare la sicurezza dell’Artico. Primo punto: la piena solidarietà con la Groenlandia e con il Regno di Danimarca, il che tradotto significa che sovranità e integrità territoriale non risultano negoziabili. Secondo punto: un forte incremento degli investimenti europei in Groenlandia con l’obiettivo di sostenere economia e infrastrutture locali in collaborazione diretta con le autorità danesi e groenlandesi. Terzo punto, forse il più importante e per questo delicato: un coordinamento con gli Stati Uniti e con gli altri partner su un piano più ampio di sicurezza artica, considerata un interesse comune. Quarto punto: il rafforzamento delle partnership regionali, in particolare con Regno Unito, Canada, Norvegia e Islanda. Da segnalare poi che Von der Leyenha anticipato che entro la fine del 2026 l’Unione europea annuncerà una propria strategia di sicurezza europea. Un progetto, in itinere, insomma.
Sicurezza artica
La Presidente ha poi puntato molto su un concetto collegato in qualche modo alla questione della sicurezza artica, e cioè la costruzione di una nuova indipendenza europea. Un imperativo strutturale, per la Von der Leyen. Un’esigenza nata dal rapido mutamento degli equilibri globali e nata dagli shock geopolitici degli ultimi anni che in pratica possono diventare un’occasione per rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione. Passando alla guerra in atto in Ucraina, la numero uno di Bruxelles ha ricordato che a breve ricorrerà un mese dall’invasione russa e che al momento non si intravede alcun vero processo di pace, chiaramente a causa di Mosca che non mostra alcun segno di cedimento né di apertura. Anzi, gli attacchi continuano senza sosta continuando a colpire l’inerme popolazione civile. L’obiettivo dell’Europa, ha tenuto a precisare, punta a una pace giusta e duratura, riconoscendo nello stesso tempo il ruolo degli States e di Trump nel favorire il dialogo tra Putin e Zelensky.
E per consentire alla stessa Kiev di sedersi al tavolo delle trattative in una posizione di forza, Von der Leyen ha ricordato l’importanza di concedere all’Ucraina un prestito da 90 miliardi per il biennio 26/27 con lo scopo di rafforzare la difesa sul campo, di consolidare le capacità militari in vista di un accordo di pace e di garantire il funzionamento dei servizi essenziali. Parallelamente, l’Unione ha stabilito l’immobilizzazione definitiva dei beni russi, riservandosi il diritto di utilizzarli. Una scelta che intende inviare un messaggio chiaro a Mosca e alla comunità internazionale sulla determinazione europea a sostenere l’Ucraina fino al raggiungimento di una pace equa.
Competitività economica
La Presidente ha poi spostato l’attenzione sulla competitiva economica. Ha parlato di una terra, quella europea, ricca di risorse che hanno tutto per attrarre investimenti: risparmi, competenze e capacità di innovazione. Il potenziale delle fabbriche e delle gigafabbriche legate all’intelligenza artificiale può rappresentare un volano strategico. Da qui la necessità di creare all’interno della Ue, per il bene di tutti, di un quadro normativo stabile capace di sostenere le imprese. Ma per arrivare a questo serve una “mentalità di urgenza”. Il punto di partenza risulta solido: l’Europa vanta eccellenze mondiali in settori come l’energia eolica, le batterie di nuova generazione, l’aerospazio e i macchinari industriali essenziali per la produzione di chip e sistemi avanzati.
Anche nell’adozione dell’intelligenza artificiale, le aziende europee procedono allo stesso ritmo delle omologhe statunitensi. La concorrenza globale, però, impone uno scatto in avanti. L’Europa, ha concluso von der Leyen, deve accelerare il proprio percorso verso l’indipendenza strategica, dalla sicurezza all’economia, dalla difesa alla democrazia. Un percorso che passa dal dialogo con amici, partner e, quando necessario, anche con gli avversari. Il mondo è cambiato in modo permanente, e l’Unione deve cambiare insieme a esso.
L’attacco francese
È stato un attacco diretto quello del Presidente Macron nei confronti di Trump, messo nel mirino soprattutto sui nuovi dazi messi per ripicca dal Tycoon in merito all’ingerenza di alcune nazioni europee assolutamente contrarie al suo controllo sulla Groenlandia: “Parliamo di dazi inaccettabili soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale. Stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l’economia. Dobbiamo evitare un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie”, la rabbia del politico francese. Un intervento, questo, che non è piaciuto per niente al Segretario al Tesoro degli Usa Scott Bessent che ha replicato tra il serio e il faceto alle istituzioni europee: “Fate un respiro profondo e non pensate a ritorsioni contro l’America”, ricordando che lo stesso Trump oggi sarà a Davos. E saranno fuochi d’artificio, c’è da scommetterci.



