0
Papa Leone XIV

Il Papa: “La parola crea comunione, la chiacchiera resta in superficie”

Leone XIV apre la catechesi distinguendo tra comunicazione e superficialità, poi richiama la Dei Verbum: Dio non parla come a servi, ma come ad amici
giovedì, 15 Gennaio 2026
3 minuti di lettura

Parole e chiacchiere. È da questa distinzione che il Papa ha iniziato ieri la sua catechesi nel corso dell’Udienza generale del mercoledì, per spiegare come: sia: “importante cogliere la differenza tra la parola e la chiacchiera”. Una differenza tutt’altro che secondaria, perché, ha sottolineato, “la chiacchiera si ferma alla superficie e non realizza una comunione fra le persone”, mentre “nelle relazioni autentiche la parola non serve solo a scambiarsi informazioni e notizie, ma a rivelare chi siamo”. La parola, ha insistito il Pontefice, “possiede una dimensione rivelativa che crea una relazione con l’altro”. È questo che la rende così diversa dalla chiacchiera: non è consumo di suoni o di frasi, ma costruzione di legami. E proprio da qui si comprende il senso profondo della Rivelazione cristiana: “Così, parlando a noi, Dio ci rivela sé stesso come Alleato che ci invita all’amicizia con Lui”.

Gesù e la parola

Da questa riflessione Leone ha introdotto il tema centrale della catechesi, dedicata alla Costituzione dogmatica Dei Verbum del Concilio Vaticano II. Richiamando le parole di Gesù (“Non vi chiamo più servi, ma amici”) ha affermato che questo è “un punto fondamentale della fede cristiana”: Gesù Cristo “trasforma radicalmente il rapporto dell’uomo con Dio”, che non è più fondato sulla paura o sulla distanza, ma sull’amicizia: “D’ora innanzi sarà una relazione di amicizia. Perciò l’unica condizione della nuova alleanza è l’amore”.

Iniziativa divina

Il Vescovo di Roma ha poi citato Sant’Agostino per spiegare che questa amicizia non nasce da uno sforzo umano, ma dalla grazia: non siamo noi a renderci uguali a Dio, “ma Dio stesso ci rende simili a Lui nel suo Figlio”. Un passaggio che ribadisce come l’iniziativa sia sempre divina: è Dio che si fa vicino, che colma la distanza, che rende possibile il dialogo. Riprendendo direttamente la Dei Verbum, Sua Santità ha ricordato che “Dio invisibile, nel suo grande amore, parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé”. Un’espressione che chiarisce come la Rivelazione non sia un semplice insieme di dottrine, ma un rapporto vivo: “La Rivelazione di Dio ha il carattere dialogico dell’amicizia e, come accade nell’esperienza dell’amicizia umana, non sopporta il mutismo, ma si alimenta dello scambio di parole vere”.

Ciò che crea Comunione

Tornando sul tema iniziale, Prevost ha ribadito che Dio “ci parla”, e proprio per questo è decisivo non confondere la sua parola con la chiacchiera. La chiacchiera “resta in superficie”, la parola vera “crea comunione”. È un richiamo che vale non solo per la vita spirituale, ma per ogni forma di comunicazione umana.

L’importanza dell’ascolto

Da qui l’invito a coltivare l’ascolto: “La prima attitudine da coltivare è l’ascolto, perché la Parola divina possa penetrare nelle nostre menti e nei nostri cuori”. E insieme, ha aggiunto, siamo chiamati a parlare con Dio, “non per comunicargli ciò che Egli già conosce, ma per rivelare noi a noi stessi”. Il Papa ha quindi sottolineato la centralità della preghiera: “Di qui la necessità della preghiera, nella quale siamo chiamati a vivere e a coltivare l’amicizia con il Signore”. Una preghiera che si esprime sia nella liturgia, dove “non siamo noi a decidere cosa ascoltare della Parola di Dio, ma è Lui stesso a parlarci per mezzo della Chiesa”, sia nella preghiera personale, “nell’interiorità del cuore e della mente”.

Preghiera meditazione e riflessione

E ha ammonito: “Non può mancare, nella giornata e nella settimana del cristiano, il tempo dedicato alla preghiera, alla meditazione e alla riflessione”. Solo così, ha concluso, “quando parliamo con Dio, possiamo anche parlare di Lui”.

Infine Leone ha richiamato l’esperienza comune delle relazioni umane: “Le amicizie possono finire per un gesto eclatante di rottura, oppure per una serie di disattenzioni quotidiane”. E questo vale anche per il rapporto con Dio. Perciò l’invito è chiaro: “Se Gesù ci chiama ad essere amici, cerchiamo di non lasciare inascoltato questo appello. Accogliamolo, prendiamoci cura di questa relazione”.

Da segnalare infine che oggi alle 12.15 il Papa incontrerà i familiari delle vittime di Crans-Montana mentre sabato sarà il Principe Alberto di Monaco, alle ore 10, a essere ricevuto all’interno del Palazzo Apostolico.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Un mondo libero dalla minaccia nucleare

Il Pontefice ci invita alla responsabilità e alla ragione. Politica…

Trump avverte Putin: “La pazienza sta finendo”. la Nato valuta una no-fly zone in Polonia

Ieri la crisi tra Russia e Occidente ha fatto un…