Le autorità filippine hanno evacuato circa 3.000 persone dalle comunità ai piedi del vulcano Mayon, dopo un improvviso aumento dell’attività sismica e fumarolica. Il Mayon, uno dei vulcani più attivi e iconici dell’arcipelago, situato nella provincia di Albay, è noto per la sua forma conica perfetta e per una storia di eruzioni frequenti e spesso devastanti. Secondo i dati dell’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (PHIVOLCS), nelle ultime 24 ore sono stati registrati decine di terremoti vulcanici, episodi di degassamento e un’intensificazione del bagliore craterico, segnali compatibili con una possibile risalita di magma. Un quadro simile era già stato osservato in passato, come riportato da TG La7, che documentava nuova attività sismica e 46 terremoti rilevati in un solo giorno. Il Mayon è considerato uno dei vulcani più pericolosi del Paese: la sua ultima eruzione significativa risale al 2023, mentre eventi precedenti hanno costretto all’evacuazione di migliaia di residenti, come ricordato da diverse analisi storiche e meteorologiche. Le autorità locali hanno ora esteso la zona di esclusione attorno al cratere e stanno predisponendo centri di accoglienza temporanei per gli sfollati. Il governatore di Albay ha invitato la popolazione a seguire rigorosamente le indicazioni delle autorità, ricordando che il Mayon può passare rapidamente da un’attività moderata a un’eruzione esplosiva. Le scuole in alcune municipalità sono state chiuse e le squadre di emergenza restano in stato di allerta. Il vulcano, alto 2.462 metri, domina il paesaggio della regione di Bicol ed è una meta turistica molto popolare. Ma la sua bellezza nasconde una potenza imprevedibile: nella sua storia ha eruttato oltre 50 volte, con episodi che hanno lasciato segni profondi sulle comunità circostanti.
