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Università e SSN, i medici chiedono nuove regole

Sindacati, associazioni e società scientifiche propongono una riforma per superare criticità storiche e riequilibrare il rapporto tra formazione, ricerca e assistenza
venerdì, 2 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Superare una normativa ritenuta obsoleta e ricostruire su basi più trasparenti ed equilibrate i rapporti tra Università e Servizio sanitario nazionale. È questo l’obiettivo del documento congiunto firmato da 14 sigle tra sindacati, associazioni professionali e società scientifiche, che annunciano un’iniziativa comune da sottoporre al Ministero della Salute, al MUR e alla Conferenza Stato-Regioni.

Rapporto datato

Il testo nasce dall’analisi dell’attuale quadro legislativo che disciplina le relazioni tra atenei e SSN, giudicato datato, poco chiaro e fonte di numerosi problemi applicativi. Le norme oggi in vigore – si legge nel documento – risalgono principalmente agli anni ’70 e ’90 e regolano l’integrazione tra attività assistenziale, didattica e di ricerca svolta dai docenti universitari all’interno delle strutture ospedaliere.

Gli automatismi senza concorso

Nel tempo, tuttavia, questo impianto ha mostrato limiti evidenti. Tra le principali criticità segnalate figurano l’automatismo nel conferimento di incarichi apicali ai professori ordinari senza concorso pubblico, la presenza di conflitti di interesse – in particolare nel ruolo del Rettore coinvolto in processi di nomina e approvazione aziendale – e uno squilibrio di rappresentanza tra Università e Regioni.

Verificare le competenze

Il documento denuncia inoltre la mancata verifica delle competenze gestionali dei docenti chiamati a dirigere strutture del SSN, il disallineamento tra le assunzioni universitarie e i reali fabbisogni regionali, spesso condizionati dall’apertura di nuove Scuole di specializzazione, e una gestione disomogenea, talvolta personalistica, delle stesse scuole, con scarso coinvolgimento del personale ospedaliero.

La clinicizzazione degli ospedali

Non mancano rilievi su una prevalenza degli interessi didattici rispetto a quelli assistenziali in alcuni contesti, sull’eccessiva “clinicizzazione” degli ospedali e sulla conseguente riduzione delle opportunità di carriera per i professionisti del SSN. Vengono inoltre segnalate possibili illegittimità, come la presenza di Aziende ospedaliere universitarie prive di riconoscimento giuridico, incarichi attribuiti senza avvisi pubblici e recenti schemi normativi che eccederebbero i limiti previsti dalla legge.

Ristabilire i rapporti

Per rispondere a queste criticità, le 14 sigle propongono la costituzione di un’alleanza formale tra sindacati, associazioni e società scientifiche finalizzata all’elaborazione di una proposta condivisa di aggiornamento normativo. Al centro dell’iniziativa, la revisione del D.Lgs. 517/1999 e del DPCM 2001, considerati non più adeguati a governare la complessità attuale del sistema.

Criteri e obiettivi e chiari

Tra gli obiettivi indicati figurano il superamento dell’intesa obbligatoria del Rettore per la nomina dei Direttori generali, la fine dell’automatismo tra ruolo accademico e direzione di strutture complesse, una gestione trasparente dei conflitti di interesse, una chiara regolamentazione dell’impegno assistenziale dei docenti e un maggiore coinvolgimento del personale del SSN nella didattica. Le sigle chiedono inoltre criteri chiari per i Protocolli di intesa e l’istituzione di teaching hospital sul modello europeo.

Affermare l’interesse generale

La nuova normativa auspicata dovrebbe garantire un migliore allineamento tra attività universitarie e fabbisogni del Servizio sanitario nazionale, favorire una programmazione formativa sostenibile e assicurare che le scelte organizzative rispondano a un autentico interesse generale condiviso tra Università e SSN.
Il documento è stato sottoscritto da: SNO, ACOI, ADOI, ANAAO ASSOMED, AOGOI, AURO.IT, CIMO-FESMED, CIPOMO, COLLPRIMVASC, CPUI, CPCT, FADOI, SICADS e SIPAD.

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