Se un marziano sbarcasse a Roma, come ipotizzato dalla fantasia ironica di Ennio Flaiano nel 1954, dopo aver letto i giornali riferirebbe ai suoi suoi colleghi rimasti sul disco volante che il Governo Conte 2 è caduto un sacco di volte dal settembre 2019 e che quindi non si capisce perchĂ© il Presidente del Consiglio stia ancora a Palazzo Chigi. “Misteri di questi terrestri italiani …” commenterebbe sbalordito l’extraterrestre.
In effetti il Governo guidato dall’ex avvocato del popolo, fin dalla sua nascita, è stato dato per morto con cadenza settimanale sia dai giornali apertamente di destra che da quelli simpatizzanti a sinistra. Eppure sta ancora lì.
Ma, si dirà , è gravemente malato!! In realtà il Governo gode di una pessima salute di ferro. Vediamo perché.
Un anno fa Conte non era circondato da grande fiducia ed entusiasmo nĂ© da parte del Pd nĂ© dai i 5 Stelle, i partiti che pure lo hanno votato. Zingaretti non era granchĂ© convinto dell’alleanza forzata con gli acerrimi avversari del suo partito. Di Maio, che forse avrebbe preferito una riedizione del vecchio asse con la Lega, stentava a convincere sĂ© stesso e il Movimento che quella imposta da Beppe Grillo fosse stata la scelta giusta. Renzi, votata la fiducia, era rapidamente uscito dal Pd e si era messo a fare sgambetti a giorni alterni al Governo. Calenda non aveva neanche aspettato che Conte si presentasse alle Camere e aveva rotto col Pd. Insomma una debolezza peggiore di questa Conte non poteva immaginarla. Ma non se ne è fatto un cruccio ed è andato avanti come poteva.
Nel frattempo dall’opposizione Salvini faceva fuoco e fiamme contro il Governo trascinando in questa guerra totale sia Giorgia Meloni che Silvio Berlusconi. Ma le cose sarebbero presto mutate.
A fine gennaio, finito sotto attacco dal fuoco amico interno, Di Maio era costretto a dimettersi. Poi a febbraio è arrivato il virus e tutto è cambiato. Conte, costretto dalle circostanze, si è assunto responsabilitĂ importanti nella gestione della pandemia imponendo il primo grande lockdown della storia, una scelta che avrebbe poi fatto da benchmark anche per altri Paesi. L’emergenza è stata una sorta di bromuro per i bollenti spiriti di Renzi, che ha smesso di attaccare Conte. Pd e 5 Stelle si sono impegnati a sostenere le scelte del Governo senza se e senza ma. E dall’opposizione Berlusconi ha lanciato i primi segnali di moderazione. A metĂ maggio la popolaritĂ di Conte era alle stelle. E i suoi numerosi avversari erano costretti a prenderne atto, obtorto collo.
A fine giugno Conte portava a casa lo straordinario risultato del sostegno finanziario senza precedenti dell’Europa, 209 miliardi tra prestiti e aiuti. Il Governo, nonostante vari errori e scelte  discutibili come la passerella degli Stati generali, era comunque al massimo della popolaritĂ .
L’estate senza mascherine smascherava anche giochi e giochetti di quanti ricominciavano a scavare le trappole per far cadere il Governo. Da molti pulpiti si predicava la fine di Conte e si pronosticava l’avvento di non si sa quale nuovo Esecutivo capace di governare la “resilienza” e la gestione dell’enorme pacchetto di miliardi europei. Ma erano chiacchiere al vento.
Un governissimo con tutti dentro era, ed è, impossibile per l’incompatibilitĂ di Salvini con il Pd e gli ex alleati. Un cambio alla guida del governo giallo-rosso era, ed è, un esercizio di fantasia, perchĂ© Conte rimane l’unico punto di equilibrio di un’alleanza che senza di lui si squilibrerebbe o da un lato o dall’altro, finendo per implodere.
In tanti hanno tirato per la giacchetta Mario Draghi, contro la volontĂ dell’interessato. L’ex Presidente della BCE sarebbe certamente un autorevole rappresentante dell’Italia, ma nessuno ha spiegato quale coalizione dovrebbe sostenere Draghi senza costringerlo ad impelagarsi in una estenuante mediazione tra forze politiche litigiose. Insomma all’orizzonte non è emersa nessuna reale alternativa nĂ© a Conte nĂ© alla sua maggioranza. Anzi.
Nonostante gli errori commessi nella gestione della seconda ondata, l’area di sostegno a Conte potrebbe perfino allargarsi, vista la disponibilitĂ di Forza Italia a “dare una mano” al Governo per spirito di responsabilitĂ e senza chiedere ministeri. Insomma, quelli che uscendo dai 5 Stelle pensavano di indebolire il Governo hanno finito per rafforzarlo, favorendo l’innesto di Forza Italia e di altri parlamentari del Gruppo misto pronti ad evitare una crisi di governo. A gennaio comincerĂ la vaccinazione di massa e si presenteranno in Europa i piani per la ripresa. Solo un folle potrebbe ipotizzare in questo contesto una crisi di governo che paralizzerebbe il Paese, metterebbe serie ipoteche sull’erogazione dei fondi europei e rischierebbe di portarci ad elezioni anticipate in piena pandemia. Una follia nella follia.
Conte andrĂ avanti, per forza, a meno che non commetta errori madornali, fino ad agosto, quando scatterĂ il semestre bianco, durante il quale il Presidente Mattarella non può sciogliere le Camere. Solo allora, se il virus sarĂ stato messo sotto controllo e i piani saranno stati approvati dall’Europa, si potrebbe immaginare un nuovo Governo, con una maggioranza forse piĂą ampia.  A guidarlo sarĂ sempre Conte? DipenderĂ da lui, dalla sua capacitĂ di fare da collante ad una coalizione eterogenea ma costretta a governare per il rimanente anno e mezzo di legislatura. In tanti continuano a considerare Conte una sorta di “parvenu” della politica. Ma si sbagliano. Il Professore sta imparando rapidamente gli arcana imperii, i segreti del potere. E tra questi c’è la capacitĂ di costruire il consenso per l’elezione del prossimo Capo dello Stato. Conte saprĂ coltivare l’aurea mediocritas (che potremmo tradurre con capacitĂ di guidare un’area moderata e riformista) auspicata dal poeta Orazio, lucano e vicino alla sua terra d’origine?





