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Russia, Novaja Gazeta chiude il 9 novembre: “Siamo stati uccisi, le autorità ci hanno costretto a cessare le attività”

venerdì, 30 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Il quotidiano russo Novaja Gazeta cesserà le attività il 9 novembre, quando i dipendenti abbandoneranno gli uffici e spegneranno definitivamente i server. L’annuncio arriva dalla stessa redazione attraverso una lettera aperta ai lettori, pubblicata sul sito del giornale, classificato in Russia come “agente straniero” ai sensi delle leggi approvate negli ultimi anni. «Siamo stati uccisi», sono le parole con cui si apre il comunicato, nel quale i giornalisti attribuiscono direttamente alle autorità russe e ai servizi segreti la responsabilità della chiusura. «Il 9 novembre spegneremo le luci di casa nostra, dove abbiamo vissuto per 30 anni, spegneremo i server e ce ne andremo. Il giornale non esiste più. Le autorità russe e i servizi segreti russi hanno costretto la redazione a cessare le attività».

Nel messaggio che accompagna l’annuncio della chiusura, la redazione ripercorre i trent’anni di attività del giornale, tra il rapporto con i lettori, il lavoro giornalistico e le difficoltà affrontate nel corso del tempo: «I nostri anni sono stati felici: pieni di creatività e speranze, lettori, amici, messaggi, film. A volte, però, sono stati anche terribilmente amari», si legge nella lettera, che dedica un passaggio anche ai giornalisti uccisi negli anni passati.

La redazione ricorda Igor Domnikov, Yuri Shchekochikhin, Anna Politkovskaya, Stas Markelov, Anastasia Baburova e Natalya Estemirova, indicati come vittime di omicidi avvenuti «per motivi politici, per aver adempiuto al loro dovere professionale e civico».

Bloccate le donazioni

Tra gli episodi denunciati dalla redazione figura anche l’interruzione del sistema di donazioni attraverso il quale il quotidiano riceveva sostegno economico dai propri lettori. Secondo quanto riportato nel comunicato, il blocco sarebbe avvenuto contemporaneamente alla lettera di sfratto, con la conseguente perdita delle risorse finanziarie necessarie alla prosecuzione delle attività: «Hanno disattivato il sistema di donazioni che ci permetteva di ricevere contributi dai nostri lettori. In altre parole, ci hanno privato di ogni fondo. Completamente. Si tratta di un’operazione coordinata», sostiene la redazione. Il giornale contesta inoltre le spiegazioni fornite dagli istituti bancari, che avrebbero motivato le proprie decisioni con l’applicazione di regolamenti aziendali interni: «Nessuno si lascerà convincere dalla giustificazione delle banche, secondo cui agiscono in base a regolamenti interni aziendali. Si tratta di regole esterne, stabilite dall’apparato repressivo statale, da funzionari dell’Fsb che si sono infiltrati in ogni organizzazione. Considerano il Paese di loro proprietà», prosegue la lettera.

Guerra in Ucraina e censura

Un’ampia parte del comunicato è dedicata alle conseguenze che l’inizio della guerra in Ucraina ha avuto sull’attività giornalistica di Novaja Gazeta. La redazione denuncia l’introduzione di norme che avrebbero limitato la possibilità di raccontare gli eventi e successivamente esteso la censura ad altri ambiti della vita pubblica: «Dopo lo scoppio delle ostilità, noi, come tutti gli altri giornalisti, siamo stati privati dell’opportunità di raccontare gli eventi più importanti e tragici del nostro tempo. Sono state promulgate leggi che hanno reintrodotto la censura nel Paese», afferma il quotidiano. Secondo la ricostruzione contenuta nella lettera, le autorità avrebbero bloccato tutte le risorse online del giornale e sequestrato la tipografia, mentre funzionari dei servizi segreti e censori avrebbero impedito la prosecuzione delle pubblicazioni attraverso altre strutture.

Molti dipendenti, riferisce la redazione, sarebbero stati costretti a lasciare la Russia. Successivamente, il giornale avrebbe perso anche la licenza necessaria all’esercizio dell’attività giornalistica: «Poi lo Stato ci ha privato della nostra licenza per l’esercizio della professione giornalistica, togliendoci il diritto di guadagnarci da vivere con il nostro lavoro», si legge nel comunicato.

L’aggressione al Nobel per la Pace Dmitry Muratov

La lettera ricorda anche l’aggressione subita dal Direttore Dmitry Muratov, premio Nobel per la Pace, che secondo la redazione avrebbe rischiato di perdere la vista in seguito all’attacco: «Non è stato aperto alcun procedimento penale, nonostante gli autori siano noti», denuncia Novaja Gazeta, che inserisce l’episodio tra le vicende che hanno segnato gli ultimi anni di attività del quotidiano. Il comunicato riferisce inoltre che diversi giornalisti della testata sono stati successivamente dichiarati «agenti stranieri», a cominciare dallo stesso direttore, e che contro la direzione editoriale sono stati avviati procedimenti amministrativi.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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