La Russia ribadisce la propria contrarietà alla partecipazione dell’Unione europea ai prossimi negoziati trilaterali con Stati Uniti e Ucraina, previsti ad Abu Dhabi. Secondo diversi media, Bruxelles si preparava a inviare una delegazione guidata da Björn Seibert, capo di gabinetto della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Mosca, tuttavia, non intende per ora coinvolgere direttamente le istituzioni europee nel formato negoziale.
Il consigliere diplomatico del Cremlino Yuri Ushakov ha precisato che i colloqui non si terranno prima del 4 novembre, Giornata dell’unità nazionale russa. La loro ripresa dipenderà anche dal comportamento di Kiev nei prossimi giorni. Ushakov ha inoltre ammesso che, prima o poi, la Russia dovrà tornare a dialogare con gli europei, pur definendo alcuni interlocutori poco graditi.
Il nodo politico riguarda anche l’eventuale definizione di una nuova architettura di sicurezza europea. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha contestato l’ipotesi di negoziare gli assetti di sicurezza del continente senza coinvolgere direttamente l’Europa. Resta da chiarire quali siano le proposte russe e quali concessioni Washington sia disposta a discutere con Mosca.
Raid russi, almeno 14 morti a Dnipro
Intanto, la guerra continua a colpire la popolazione civile. Un attacco russo contro un treno civile a Dnipro ha provocato almeno 14 morti. Il bilancio è stato riferito da Zelensky, che ha denunciato un attacco deliberato contro i civili.
Altri raid hanno colpito Kremenchuk, nella regione di Poltava, dove un drone russo ha centrato un edificio residenziale causando tre morti e diversi feriti, tra cui bambini. A Chernihiv sono state uccise due ragazze di 15 anni in un attacco con drone che ha provocato anche numerosi feriti.
Mosca ha invece denunciato attacchi ucraini con droni nella regione russa di Belgorod, dove una donna è rimasta uccisa e un uomo ferito. Gli attacchi confermano l’estensione geografica del confronto e la persistente vulnerabilità delle aree civili su entrambi i lati del confine.
L’Alta rappresentante dell’Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha definito il bombardamento di Dnipro un’ulteriore prova del disinteresse russo per la pace. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha ribadito che Bruxelles continuerà a sostenere Kiev e ad aumentare la pressione su Mosca. Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato gli attacchi, chiedendo di intensificare gli sforzi diplomatici per una pace duratura.
Sul fronte italiano, il ministro della Difesa Guido Crosetto, interpellato sull’invio di un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina, ha risposto: «Non lo so, quando sarà possibile». Una dichiarazione che lascia aperti tempi e modalità del sostegno italiano a Kiev, mentre sul piano diplomatico si cerca di riattivare il confronto tra Mosca e Washington.
Oleshky, al via l’operazione umanitaria
Un segnale diverso arriva da Oleshky, nella regione di Kherson occupata dalle forze russe. Qui circa 2.000 civili, tra cui bambini e anziani, si trovano in condizioni critiche per la carenza di cibo, medicinali e acqua potabile.
È iniziata un’operazione umanitaria che prevede la consegna di aiuti e l’evacuazione dei residenti che intendono lasciare la città. La commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, ha annunciato l’invio di decine di tonnellate di generi alimentari, medicinali, carburante e prodotti per l’igiene. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che le evacuazioni potrebbero avvenire tra oggi e domani, dopo le operazioni di sminamento delle vie di accesso.
La tregua umanitaria sarebbe stata favorita dalla mediazione di Papa Leone XIV e della first lady statunitense Melania Trump. L’iniziativa resta circoscritta e non modifica il quadro militare generale, ma rappresenta un tentativo di contenere almeno localmente le conseguenze della guerra.
Trump annuncia un incontro Putin-Zelensky
Sul piano diplomatico, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che un incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky sarà organizzato «molto presto», esprimendo fiducia nella possibilità di compiere progressi significativi verso la fine del conflitto.
Parallelamente, Mosca e Washington starebbero discutendo la possibile revoca delle sanzioni statunitensi contro il Fondo russo per gli investimenti diretti, il fondo sovrano RDIF. Secondo quanto riferito da fonti russe, i contatti coinvolgono Kirill Dmitriev, responsabile del fondo e inviato del Cremlino. Un’eventuale concessione economica potrebbe rappresentare uno strumento negoziale per favorire il dialogo bilaterale, ma rischierebbe di accentuare le divergenze tra Washington e gli alleati europei.
La contraddizione resta evidente: mentre gli Stati Uniti prospettano un’intesa diretta con Mosca, l’Europa rivendica un ruolo nei negoziati che riguardano la propria sicurezza. La questione non è soltanto diplomatica. È in gioco la capacità dell’Ue di incidere sull’ordine di sicurezza del continente, anziché subirne le decisioni.





