Il Regno Unito torna a puntare sul gas del Mare del Nord. Il governo laburista ha dato il via libera a Jackdaw, il controverso giacimento situato al largo della Scozia, chiudendo una lunga battaglia politica e giudiziaria e rilanciando il confronto tra sicurezza energetica e obiettivi climatici. La produzione dovrebbe iniziare già entro la fine di ottobre.
Il progetto, a circa 150 miglia a est di Aberdeen, dovrebbe aumentare la produzione nazionale di gas di circa il 6% nel momento di massima attività e potrà restare operativo fino a undici anni. Per il governo, Jackdaw contribuirà a rafforzare l’autonomia energetica britannica in una fase di forte instabilità internazionale e di aumento dei costi dell’energia.
Il premier Andy Burnham ha difeso una scelta che considera pragmatica: Londra resta impegnata a raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050, ma ritiene che petrolio e gas continueranno a far parte del sistema energetico britannico ancora per anni. L’esecutivo sostiene inoltre che il progetto proteggerà centinaia di posti di lavoro e porterà un beneficio stimato di 2,9 miliardi di sterline all’economia nazionale.
Jackdaw era già stato autorizzato dal precedente governo conservatore, prima che un’azione giudiziaria imponesse una nuova valutazione dell’impatto climatico legato anche alla combustione dei combustibili estratti. Il giacimento è gestito da Adura, joint venture tra Shell ed Equinor. La decisione ha immediatamente riacceso le proteste ambientaliste. I Verdi hanno parlato di “vandalismo climatico” e contestano l’utilità dell’operazione per le famiglie, mentre lo stesso governo riconosce che Jackdaw non determinerà direttamente una riduzione delle bollette.
Per compensare la svolta sul gas, Londra ha annunciato anche un Energy Wealth Fund da 2 miliardi di sterline, alimentato in prospettiva dalle entrate del petrolio e del gas del Mare del Nord e destinato a finanziare energie rinnovabili e tecnologie a basse emissioni. È il compromesso scelto da Londra: usare ancora i combustibili fossili per cercare di finanziare l’uscita dai combustibili fossili.





