0

Medio Oriente, escalation su più fronti: Riad chiude l’aeroporto, tensione a Hormuz

martedì, 13 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

L’escalation in Medio Oriente si estende dal Golfo Persico alla penisola arabica, mentre si moltiplicano gli attacchi contro infrastrutture strategiche e obiettivi marittimi. L’Arabia Saudita ha prorogato la sospensione delle operazioni all’aeroporto internazionale King Khaled di Riad dopo una serie di raid attribuiti agli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran. Secondo un nuovo avviso aeronautico Notam, lo scalo resterà chiuso fino alle 21 GMT del 17 ottobre, le 23 in Italia.

L’ultimo attacco avrebbe provocato un morto e almeno undici feriti, oltre a un incendio in un terminal. Un altro missile diretto verso il sud del territorio saudita è stato intercettato. La chiusura dello scalo e la sospensione dei collegamenti da parte di diverse compagnie regionali, tra cui Etihad e Gulf Air, segnalano l’impatto dell’escalation sulla mobilità aerea e sulla sicurezza del regno.

La crisi apre un nuovo fronte per Riad, già esposta alle conseguenze della guerra regionale. Gli attacchi degli Houthi dimostrano come la pressione militare possa estendersi oltre i teatri direttamente coinvolti, minacciando infrastrutture civili e nodi logistici. Il rischio è che la destabilizzazione della penisola arabica comprometta ulteriormente gli equilibri del Golfo.

Le reazioni internazionali non hanno impedito l’intensificazione delle operazioni. Da Roma a Gerusalemme si sono levate condanne, mentre Teheran ha attribuito la responsabilità dell’escalation agli interessi israeliani. «La tensione continua serve esclusivamente gli interessi del regime sionista nella regione», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Una posizione che conferma la linea politica iraniana, volta a presentare le iniziative dei propri alleati regionali come parte di un confronto più ampio con Israele.

Intanto, l’attenzione resta concentrata sugli Stati Uniti. Donald Trump ha riaperto alla possibilità di un intervento americano, lasciando incerti tempi e modalità di un eventuale coinvolgimento diretto. Una scelta che potrebbe modificare ulteriormente i rapporti di forza, ma che comporterebbe anche il rischio di allargare il conflitto a nuovi attori.

Sul versante marittimo, i Pasdaran iraniani hanno annunciato di aver colpito una superpetroliera nello Stretto di Hormuz, accusandola di aver ignorato gli avvertimenti e seguito una rotta non autorizzata. La notizia, non ancora verificata indipendentemente, si inserisce in una sequenza di attacchi contro imbarcazioni nel passaggio strategico. Secondo le autorità iraniane, si tratterebbe della terza nave colpita in due giorni.

Hormuz rappresenta un punto nevralgico per i flussi energetici mondiali. Un deterioramento prolungato della sicurezza della navigazione può tradursi in maggiori costi assicurativi, ritardi nelle forniture e pressioni sui prezzi del petrolio. Le quotazioni a New York sono salite del 2,03%, raggiungendo 93,75 dollari al barile.

La crisi coinvolge anche il Libano. Il premier Nawaf Salam ha promesso fermezza contro le armi detenute illegalmente dopo il sequestro di un camion con circa 500 chilogrammi di esplosivo, tra tritolo e C4, che secondo i media locali sarebbe riconducibile a Hezbollah. Beirut ha annunciato un’inchiesta per individuare responsabili e mandanti. Il caso riporta al centro la questione del monopolio statale della forza e della capacità del governo libanese di limitare l’autonomia militare del movimento sciita.

I diversi episodi delineano un quadro di crescente instabilità: attacchi in Arabia Saudita, tensioni nello Stretto di Hormuz e nuove pressioni sul Libano. Il rischio strategico non riguarda soltanto l’intensità degli scontri, ma la loro possibile interconnessione. In un sistema regionale già fragile, la moltiplicazione dei fronti può trasformare crisi separate in un confronto più ampio, con conseguenze dirette sulla sicurezza energetica e sugli equilibri internazionali.

Paolo Falconio

Paolo Falconio

Membro del Consejo Rector de Honor e conferenziere de la Sociedad de Estudios Internacionales (SEI)

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Lavoro e Veronese (Uil): Cassa integrazione, segnali di difficoltà per l’intero sistema produttivo

Cassa integrazione, dalle ore autorizzate nuovo segnale di difficoltà per…

Energia e Superbonus. Granelli (Confartigianato): “Priorità al taglio delle bollette e Bonus edilizia”

“Ridurre i costi dell’energia e l’impatto dell’inflazione e risolvere il…