Dopo quattro anni di crescita, diminuiscono i delitti in Italia: 42mila casi in meno. Scendono furti, rapine e omicidi, mentre aumentano truffe informatiche, estorsioni e danneggiamenti. Nel primo semestre 2026 flessione del 9,9% La criminalità in Italia torna a diminuire dopo quattro anni consecutivi di crescita. Nel 2025 i reati denunciati sono stati 2,36 milioni, 42.242 in meno rispetto all’anno precedente, con una flessione dell’1,8%. È quanto emerge dai dati del Viminale, anticipati dal Sole 24 Ore nella nuova edizione dell’Indice della Criminalità, che fotografa l’andamento dei delitti sul territorio nazionale. Il calo interrompe la risalita iniziata dopo la pandemia, ma non riguarda tutte le tipologie di illecito. Diminuiscono furti, rapine e omicidi, mentre continuano ad aumentare truffe informatiche, danneggiamenti, percosse ed estorsioni. Le grandi aree urbane restano quelle con la maggiore concentrazione di denunce: Milano guida la classifica, seguita da Firenze, Roma, Bologna e Torino.
La prima flessione dopo quattro anni
Il totale dei delitti segnalati all’autorità giudiziaria nel 2025 resta superiore del 2,4% rispetto al 2019, ma inferiore al livello del 2018. Nel confronto con il 2013, quando era iniziata una fase di progressiva diminuzione, le denunce risultano più basse del 18,5%. La tendenza prosegue anche nei dati provvisori relativi al primo semestre del 2026, che registrano una riduzione del 9,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A determinare buona parte della flessione sono stati i furti, diminuiti di circa 62mila episodi in dodici mesi.
Furti sotto il milione
Nel 2025 i furti denunciati sono stati 992.660, il 5,9% in meno rispetto al 2024. Per la prima volta dal 2022 il numero è tornato sotto il milione. Questa tipologia rappresenta il 42,1% del totale dei delitti, contro il 46,6% del 2019. La riduzione riguarda soprattutto i furti su auto in sosta, scesi del 16%, quelli nelle abitazioni, diminuiti dell’8,7%, e quelli con destrezza, in calo del 6%. Aumentano invece dello 0,2% i furti di motocicli. Gli scippi registrano una flessione del 3%, pur restando superiori del 4,8% rispetto al periodo precedente alla pandemia. Segno negativo anche per le rapine, diminuite del 3,6%, con quelle commesse in pubblica via in calo del 7,7%. Il numero complessivo resta tuttavia superiore del 14% rispetto al 2019.
Crescono truffe informatiche ed estorsioni
La diminuzione generale dei reati convive con l’aumento di altre forme di criminalità. Le truffe e le frodi informatiche hanno raggiunto quota 298.651, con una crescita del 4,4% rispetto al 2024, pari a 12.565 episodi aggiuntivi. Nel confronto con il 2019 l’incremento arriva al 40,8%. Aumentano anche i danneggiamenti, saliti a 288.938 casi, il 3,9% in più in un anno, con 10.954 denunce aggiuntive. Si tratta del valore più alto dal 2018. Le percosse crescono del 3,4% e le estorsioni dell’1,4%, raggiungendo entrambe il picco degli ultimi otto anni. In controtendenza le violenze sessuali, diminuite del 2,8% dopo anni di crescita delle denunce, con circa 6.600 episodi annui. Gli incendi aumentano invece del 18,7%, mentre i casi di contrabbando passano da 204 a 509.
Omicidi al minimo storico dal 1950
Il dato più significativo riguarda gli omicidi volontari, scesi da 326 a 289, con una diminuzione dell’11,3%. È il valore più basso nella serie storica dal 1950, eguagliato soltanto nel 2020, durante la pandemia. Diminuiscono anche i tentati omicidi, passati da 1.143 a 993, con una flessione del 13,1%. L’Indice della Criminalità evidenzia una maggiore concentrazione delle denunce nelle grandi aree urbane del Centro-Nord. Il 47,4% dei reati viene segnalato nei territori metropolitani, dove alla popolazione residente si aggiungono quotidianamente lavoratori, studenti e turisti. Milano conserva il primo posto nella classifica provinciale, con oltre 7mila delitti denunciati ogni 100mila abitanti e un aumento dello 0,6% rispetto al 2024. Il capoluogo lombardo è primo per rapine e furti e secondo per danneggiamenti. Segue Firenze, con 6.374 denunce ogni 100mila residenti e una diminuzione del 2,9%. Roma registra un calo del 5,3%, Bologna dello 0,3% e Torino del 4,3%, con 6.058 segnalazioni ogni 100mila abitanti. Sette delle quattordici città metropolitane italiane figurano tra i primi dieci territori per incidenza dei delitti.
Reati in diminuzione nel Mezzogiorno
La flessione interessa gran parte delle province meridionali. In Sicilia, otto territori su nove registrano una riduzione delle denunce, con i cali più marcati a Ragusa (-11,3%), Catania (-10,5%) e Palermo (-9,2%). In tutta l’isola i volumi restano inferiori a quelli del 2019. Diminuiscono gli illeciti anche nelle province campane, da Caserta (-4,8%) a Napoli (-1,6%), in cinque delle sei province pugliesi e in quattro delle cinque calabresi. Fanno eccezione Brindisi, con un aumento dello 0,4%, e Cosenza, dove la crescita raggiunge il 2,3%. Diversa la situazione in alcune province lombarde: Lodi registra un incremento del 12,1%, Varese del 6,2%, Sondrio del 5,6%, Mantova del 4,7%, Pavia del 3,4% e Bergamo del 3,1%.
Aosta registra l’aumento maggiore
Aosta presenta l’incremento più consistente delle denunce, pari al 15,1% su base annua. A incidere sono soprattutto violenze sessuali, estorsioni, percosse e riciclaggio. Il territorio registra 3.306 reati ogni 100mila abitanti. Rimini, al contrario, segna una diminuzione del 10,7%, seconda soltanto a Ragusa per intensità della flessione. In fondo alla graduatoria nazionale resta Oristano, con 1.707 denunce ogni 100mila abitanti, nonostante un aumento del 6,1% rispetto al 2024. Seguono Potenza con 1.968, Enna con 2.165 e Benevento con 2.177. Il tasso registrato a Milano risulta circa 4,1 volte quello della provincia sarda.
La sicurezza nelle grandi città
L’analisi richiama anche il peso della popolazione che ogni giorno attraversa le aree metropolitane. Secondo le statistiche sperimentali dell’Istat riferite al 2023, nelle quattordici città metropolitane la popolazione passa quotidianamente da 21,3 milioni di residenti a 23,2 milioni di persone, con quasi due milioni di presenze aggiuntive legate soprattutto al lavoro e allo studio. A Firenze la Sindaca Sara Funaro ha chiesto un rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine, mentre a Roma Francesco Greco, Delegato alla sicurezza del Comune, ha richiamato i risultati dei controlli e gli interventi sulla videosorveglianza. Il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha sollecitato maggiori risorse e mezzi adeguati.





