“Con effetto immediato, è in vigore una tregua energetica nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno concordato. Non violatela”. Così Donald Trump ha annunciato sul social Truth un’intesa per sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche. Da Kiev, tuttavia, non sarebbe arrivata alcuna conferma. Christopher Miller, capo corrispondente del Financial Times, ha riferito su X che un alto funzionario ucraino vicino al presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcun accordo. “Proprio in questo momento le nostre squadre di riparazione stanno ripristinando le forniture di elettricità e acqua a Kiev”, ha spiegato la fonte, riferendosi agli attacchi russi appena avvenuti. “Nessuno ha sentito parlare del cessate il fuoco”. Anche Zelensky, secondo quanto riportato dal giornalista Barak Ravid, ha definito l’annuncio una novità, precisando che l’Ucraina sarebbe pronta ad accettare una tregua energetica se concordata con Mosca. “Se il presidente Trump l’ha negoziata con Putin, per favore, diteci quando inizierà il cessate il fuoco. Noi siamo pronti e l’accetteremo”
Allarme sui presunti piani russi
Le notizie pubblicate dal Financial Times su presunti piani russi per assassinare responsabili della difesa europei non sarebbero state accompagnate da specifiche segnalazioni ufficiali tra Stati. Secondo fonti informate, nessun allarme circostanziato sarebbe stato trasmesso attraverso canali diplomatici, militari o d’intelligence. Le informazioni circolate deriverebbero da avvertimenti generici su scenari di rischio, monitorati dall’inizio della guerra. Il quotidiano britannico, citando funzionari di cinque agenzie di intelligence, ha riferito di un’intensificazione degli sforzi di Mosca contro esponenti della difesa e dirigenti aziendali europei. Tra i possibili obiettivi figurerebbero anche amministratori delegati e dipendenti di alto livello di imprese più piccole, soprattutto quelle impegnate nella produzione di droni e componenti. “Il livello di minaccia in Europa è aumentato. Non solo per le strutture, ma anche per le persone”, ha dichiarato un alto funzionario dell’intelligence europea citato dal giornale.
Polonia, allarme per possibili attentati ai vertici del governo
Il ministero dell’Interno polacco ha convocato una riunione d’emergenza presso il Centro antiterrorismo dell’Agenzia per la sicurezza interna, dopo aver ricevuto informazioni su possibili tentativi di assassinio contro il primo ministro Donald Tusk e il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz. “A seguito delle informazioni ricevute dalla polizia riguardanti un possibile tentativo di assassinio ai danni del primo ministro, nonché del vice primo ministro e ministro della Difesa nazionale, il ministro dell’Interno e il ministro coordinatore dei servizi speciali hanno disposto l’avvio di misure al riguardo”, ha scritto su X la portavoce del dicastero, Karolina Galecka.
Droni ucraini, danneggiato data center di Yandex
Un attacco di droni ucraini ha danneggiato il data center di Vladimir, a est di Mosca, provocando un’interruzione dei servizi cloud del gruppo tecnologico russo Yandex. “Dopo un attacco di droni, l’infrastruttura del data center di Vladimir è stata danneggiata. Le operazioni del data center sono state completamente interrotte”, ha comunicato l’azienda su Telegram. Le risorse residue risultano instabili e la piattaforma è fuori servizio. Non si registrano vittime e sono in corso le riparazioni. Yandex, spesso definito il “Google russo”.
Negoziati, Washington valuta lo sblocco degli asset russi
Durante l’ultima iniziativa diplomatica sulla guerra, avviata dall’amministrazione Trump a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a fine settembre, gli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff avrebbero presentato a Mosca una serie di incentivi economici per favorire una tregua limitata alle infrastrutture energetiche o alle attività marittime. Secondo il New York Times, che cita funzionari informati sui colloqui, tra le ipotesi figurava lo sblocco di miliardi di dollari di asset sovrani russi congelati in Occidente. I fondi sarebbero stati concepiti come incentivo iniziale per ottenere tregue parziali, anziché come ricompensa successiva alla loro attuazione.





