La notizia che non ti aspetti: Leone XIV dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico per la rimozione di un nodulo al polmone, individuato dai medici in fase iniziale e ben localizzato. L’annuncio, arrivato ieri nel corso dell’Angelus in piazza San Pietro, ha suscitato messaggi di affetto e vicinanza da parte delle massime cariche dello Stato e di numerosi esponenti politici: “I medici mi hanno trovato un nodulo al polmone in fase iniziale e ben localizzato, seguendo il loro consiglio, mi sottoporrò a un’operazione già programmata nei prossimi giorni”, ha comunicato il Pontefice, che affronterà l’intervento nei primi giorni della prossima settimana. A precisare i tempi è stato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, secondo il quale il ricovero postoperatorio avrà una durata prevista di circa una settimana.
Tra le prime reazioni quella di Sergio Mattarella, che ha indirizzato al Papa un messaggio nel quale si fa interprete della partecipazione degli italiani, mentre Giorgia Meloni ha manifestato il sostegno del Governo, rassicurata dalla tranquillità con cui Leone XIV ha reso pubblica la notizia.
“Gli italiani le sono vicini”
“Il Suo annuncio all’Angelus di oggi (ieri, ndr) è stato accolto con partecipazione e commozione da tutto il popolo italiano”, ha scritto il Capo dello Stato nella lettera inviata in Vaticano, alla quale ha affidato anche un messaggio personale di vicinanza in vista dell’operazione: “Le giunga l’affettuoso pensiero degli italiani tutti, di cui mi faccio interprete unendovi il mio personale”, ha proseguito Mattarella che ha richiamato la solidarietà nei confronti del Santo Padre anche al di là delle appartenenze religiose: “Ella potrà contare, oltre che sulle preghiere dei fedeli cattolici, sul partecipe pensiero di innumerevoli persone, in Italia come da ogni parte del mondo, siano essi credenti o non credenti”, ha aggiunto il Presidente della Repubblica, prima di rivolgere a Prevost “il più sincero augurio di una serena convalescenza, e di pronto e completo ristabilimento”. Alle parole di Mattarella si sono aggiunte quelle del Premier Giorgia Meloni che ha espresso il proprio sostegno e quello dell’esecutivo per la prova che il Papa si prepara ad affrontare: “Desidero rivolgere al Santo Padre la mia vicinanza personale e quella del Governo italiano per la prova che è chiamato ad affrontare nei prossimi giorni. La serenità e la tranquillità con cui ne ha parlato nell’Angelus di oggi ci rincuorano”, ha scritto il Primo Ministro, certo che anche il popolo italiano non farà mancare il proprio affetto.
Un sentimento condiviso dai Presidenti delle Camere. Lorenzo Fontana ha rivolto al Pontefice un pensiero accompagnato dalla preghiera, con l’augurio di una pronta ripresa e la gratitudine per il suo impegno e le sue parole, mentre Ignazio La Russa ha auspicato che l’operazione possa svolgersi nel migliore dei modi e, a nome personale e dell’intero Senato della Repubblica, gli augura una completa guarigione.
La vicinanza della politica
L’annuncio del Santo Padre ha raccolto anche i messaggi dei rappresentanti delle forze politiche. Il Ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha affidato a X il proprio augurio, assicurando che “tutti gli italiani si stringono intorno al Santo Padre per affrontare la sfida che lo attende” e accompagnano questo momento con la preghiera per la sua salute e il suo magistero. Analoga vicinanza è stata espressa dalla Lega, che in una nota ha fatto sapere come Matteo Salvini e tutta la famiglia del partito siano accanto al Pontefice, al quale rivolgono i più sinceri auguri di pronta ripresa. Il Presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi ha manifestato affetto e gratitudine per il costante impegno di Leone XIV a favore della pace e dei più fragili, con l’auspicio che possa recuperare presto le forze necessarie per proseguire il proprio servizio alla Chiesa e all’umanità. Anche il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha rivolto al Papa un messaggio personale e, a nome della Capitale, un caloroso augurio di guarigione.
Il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli ha invece sottolineato due aspetti che considera rassicuranti: la serenità mostrata dal Pontefice nel comunicare la notizia e la conferma del viaggio internazionale in America Latina, fissato per l’inizio di novembre, circostanza che, secondo il Ministro, lascia prevedere una rapida ripresa delle attività quotidiane.
“Un nodulo non è una sentenza”
Sul piano medico l’annuncio di Leone XIV richiede prudenza nell’interpretazione della diagnosi, come ha sottolineato Fabrizio Pregliasco, Professore di Igiene generale e applicata all’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, secondo il quale la presenza di un nodulo polmonare non equivale necessariamente a una patologia tumorale né indica, di per sé, un immediato pericolo per la vita: “La presenza di un nodulo al polmone non significa automaticamente essere di fronte a un tumore, né tantomeno a una condizione che metta immediatamente in pericolo la vita”, ha chiarito l’esperto che ha aggiunto che all’origine di una lesione possono esserci processi infiammatori, infettivi oppure neoplastici e che soltanto gli approfondimenti diagnostici, in particolare l’esame istologico, consentono di formulare una valutazione attendibile. Il fatto che il nodulo sia stato individuato quando è ancora circoscritto costituisce, in linea generale, un elemento favorevole, poiché, nell’eventualità di una neoplasia in fase iniziale, la chirurgia potrebbe offrire possibilità di trattamento radicale. Pregliasco ha precisato che, senza conoscere le caratteristiche della lesione e gli esiti degli accertamenti, non è possibile avanzare previsioni sulle condizioni del Pontefice.
Un altro aspetto riguarda il rischio operatorio, che dipende dalle condizioni generali del paziente, dalla funzionalità respiratoria e cardiovascolare e dall’estensione dell’intervento: “Il rischio operatorio non è mai pari a zero”, ha detto il Professore, ma sarebbe scorretto considerare automaticamente la necessità dell’operazione come il segnale di una situazione disperata, anche alla luce dei progressi della chirurgia toracica e delle tecniche mini-invasive oggi disponibili.





