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Il Canada frena sull’eutanasia per i disturbi mentali: prudenza o rinuncia ai diritti?

venerdì, 9 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

La decisione del governo canadese di sospendere a tempo indeterminato l’estensione del suicidio medicalmente assistito alle persone affette esclusivamente da malattie mentali rappresenta uno dei passaggi più delicati nel dibattito contemporaneo sul fine vita.

Al centro della discussione vi sono interrogativi profondi sul significato della sofferenza, sui limiti della medicina e sulla capacità dello Stato di distinguere tra una condizione irreversibile e una situazione che potrebbe ancora essere migliorata attraverso cure adeguate.

Negli ultimi anni il Canada è diventato uno dei Paesi più avanzati al mondo nell’accesso alla morte assistita. L’ampliamento progressivo dei criteri di eleggibilità è stato presentato come un’estensione dell’autonomia individuale e del diritto a porre fine a sofferenze considerate insopportabili. La nuova frenata dimostra però che il consenso raggiunto in materia di malattie fisiche gravi e incurabili non si traduce automaticamente nel caso delle patologie psichiatriche.

Molte malattie mentali possono essere estremamente invalidanti e provocare sofferenze profonde, ma la loro evoluzione resta spesso difficile da prevedere. Persone considerate senza speranza possono migliorare grazie a nuovi trattamenti, cambiamenti ambientali o percorsi terapeutici che non erano disponibili in precedenza. Questa imprevedibilità rende particolarmente complesso stabilire quando una condizione possa essere definita realmente irremediabile.

I sostenitori dell’estensione della legge ritengono che escludere i pazienti con malattie mentali costituisca una forma di discriminazione. Dall’altra parte, medici, giuristi e associazioni sociali evidenziano il rischio che la richiesta di morte possa essere influenzata da fattori esterni che nulla hanno a che vedere con la libera scelta.

Povertà, isolamento, mancanza di cure tempestive, difficoltà abitative o liste d’attesa troppo lunghe possono aggravare una sofferenza che forse potrebbe essere ridotta con un sostegno adeguato. La sospensione decisa da Ottawa non chiude comunque il dibattito. Le sfide giudiziarie annunciate dagli attivisti e dai pazienti contrari alla decisione rendono probabile un lungo confronto nei tribunali e forse, in futuro, anche davanti alla Corte Suprema.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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