Una presunta manipolazione dei dati demografici sta scuotendo il Giappone in un momento particolarmente delicato per il Paese, alle prese con un costante calo della popolazione e un rapido invecchiamento della società. Le autorità hanno avviato un’indagine sulla città di Toyama, nel Giappone centrale, dopo il sospetto che alcuni funzionari abbiano artificialmente aumentato il numero dei residenti registrati nell’ultimo censimento nazionale.
L’attenzione degli investigatori si concentra su oltre duemila persone che sarebbero state aggiunte in modo irregolare alle statistiche ufficiali. Secondo le accuse, alcuni nuclei familiari inizialmente classificati come abitazioni vuote sarebbero stati modificati nei registri, facendo apparire la presenza di residenti inesistenti. La polizia ha eseguito una perquisizione presso il municipio della città dopo che il governo centrale ha presentato una denuncia penale.
La questione è particolarmente rilevante perché i risultati del censimento vengono utilizzati per determinare la distribuzione dei fondi pubblici provenienti dall’amministrazione centrale. Stime preliminari indicano che Toyama potrebbe aver ricevuto circa 60 milioni di yen in più rispetto a quanto sarebbe spettato sulla base della popolazione reale. I dati corretti mostrerebbero che la città contava poco meno di 400 mila abitanti nel 2025, una cifra inferiore rispetto a quella comunicata ufficialmente alcuni mesi prima.
Le autorità locali hanno dichiarato di voler collaborare pienamente con l’inchiesta. Il sindaco Hirohisa Fujii ha respinto l’ipotesi che vi siano state direttive provenienti dai vertici amministrativi per alterare i numeri, pur affermando di essere pronto ad assumersi eventuali responsabilità qualora emergessero irregolarità accertate. I responsabili dell’Ufficio giapponese di statistica hanno definito la vicenda estremamente grave, sottolineando come il censimento rappresenti la base informativa più importante per la pianificazione delle politiche pubbliche e per la distribuzione delle risorse sul territorio. La controversia si inserisce in un contesto demografico già complesso. Il Giappone sta infatti affrontando una delle più severe crisi demografiche tra i Paesi sviluppati.





