Nithya Raman, candidata di estrema sinistra favorita nella corsa a sindaco di Los Angeles, ha difeso la sua partecipazione al programma del controverso streamer Hasan Piker e ha confermato l’uso del termine “genocidio” per descrivere le azioni di Israele a Gaza, rispondendo alle sollecitazioni di un pubblico ebraico martedì sera; la sua posizione ha suscitato preoccupazione tra alcuni elettori ebrei.
L’intervento della Raman davanti a centinaia di partecipanti a un forum elettorale organizzato dalla comunità ebraica si è rapidamente trasformato in un acceso confronto su Israele, sull’antisemitismo e sulle sue precedenti dichiarazioni riguardo alla guerra a Gaza.
“Le dichiarazioni di Nithya Raman dovrebbero allarmare ogni elettore ebreo di Los Angeles”, ha dichiarato a Fox News Digital Liora Rez, fondatrice e direttrice esecutiva di StopAntisemitism, sostenendo che la motivazione di “andare incontro alle persone dove si trovano” non costituisca una giustificazione valida per la partecipazione al programma di Piker.
Il moderatore del forum ha fatto notare che molti tra il pubblico avevano percepito la partecipazione della Raman al programma di Piker come “profondamente offensiva”, citando le passate dichiarazioni dello streamer sugli ebrei e i suoi elogi a gruppi quali Hamas, Hezbollah e Al Qaeda.
Interrogata sui motivi della sua scelta e sul timore che questa potesse essere interpretata come un’adesione alle opinioni di Piker, la Raman ha affermato di essersi sempre espressa contro l’antisemitismo, ritenendo tuttavia che i candidati debbano interagire con gli elettori attraverso diverse piattaforme. La spiegazione di Raman riprende la logica già espressa da Abdul El-Sayed, candidato al Senato del Michigan, nel difendere le proprie apparizioni insieme a Piker: la tesi è che i candidati debbano interagire con il pubblico sulle piattaforme dove gli elettori sono già presenti.





