Un sacerdote polacco è stato ucciso e quattro persone sono rimaste ferite in un attacco con coltello avvenuto giovedì nel complesso dell’abbazia benedettina di Jarosław, nel sud della Polonia. L’aggressore, un uomo ucraino di 31 anni, era arrivato nel Paese poche ore prima, proveniente dalla Germania.
La dinamica dell’aggressione
Secondo la procuratrice Bożena Harasz‑Wołoszyn, il giovane ha preso un coltello dalla cucina del monastero delle Suore Benedettine e ha colpito cinque persone: tre sacerdoti e due laici. Uno dei religiosi, padre Stanisław, è morto sul posto; padre Marek è ricoverato in condizioni critiche. “Due persone sono in pericolo di vita”, ha confermato la magistrata.
L’attacco è avvenuto in un momento di preghiera e ha seminato il panico tra le persone presenti. “Quando sono arrivata, c’era panico totale”, ha raccontato sorella Barbara Dendor all’emittente TVP Info. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito urla provenire dal confessionale, dove uno dei sacerdoti è stato aggredito.
Indagini in corso
Le autorità locali hanno immediatamente avviato le indagini. La polizia ha isolato l’area e sta cercando di chiarire le motivazioni del gesto, che al momento restano sconosciute. L’aggressore è stato fermato e interrogato, ma non ha ancora fornito spiegazioni coerenti. Gli inquirenti stanno verificando se soffrisse di disturbi psichici o se l’attacco fosse premeditato.
Il sindaco di Jarosław, Marcin Nazarewicz, ha dichiarato un periodo di lutto cittadino fino alla fine della settimana. “La nostra comunità è sconvolta. L’abbazia è un simbolo di pace e spiritualità, e oggi è diventata teatro di una tragedia”, ha detto in conferenza stampa. L’abbazia benedettina di Jarosław, fondata nel XVII secolo, è uno dei centri religiosi più antichi della regione e ospita regolarmente pellegrini e fedeli.
L’attacco ha scosso profondamente la popolazione locale, che si è riunita in preghiera per le vittime. L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza dei luoghi di culto e sulle tensioni sociali legate ai flussi migratori nell’Europa orientale, dove la guerra in Ucraina ha portato milioni di persone a spostarsi verso ovest. Le autorità polacche hanno ribadito che si tratta di un caso isolato, ma la paura e il dolore restano forti.





