Israele ha espresso una dura protesta diplomatica contro la Spagna dopo che, durante una manifestazione a Madrid, un fantoccio raffigurante il primo ministro Benjamin Netanyahu è stato bruciato in pubblico. L’episodio, avvenuto nel corso di una protesta pro‑palestinese, ha immediatamente suscitato la reazione di Tel Aviv, che ha definito il gesto “incitazione all’odio” e un atto che supera i limiti della critica politica.
Il ministero degli Esteri israeliano ha convocato l’ambasciatore spagnolo per chiedere chiarimenti e per denunciare quella che considera una crescente tolleranza verso manifestazioni ostili nei confronti del governo israeliano. Secondo quanto riportato dai media internazionali, il rogo del fantoccio sarebbe stato accompagnato da slogan contro la leadership israeliana e da richieste di un intervento più deciso della comunità internazionale sul conflitto in corso. Le autorità spagnole hanno preso le distanze dall’episodio, ricordando che le manifestazioni rientrano nel diritto alla libertà di espressione, ma hanno anche condannato simboli e gesti che possano alimentare tensioni o degenerare in forme di odio personale.
La vicenda si inserisce in un contesto già teso tra i due Paesi, con Madrid che negli ultimi mesi ha assunto posizioni critiche sulla gestione del conflitto da parte di Israele, mentre Tel Aviv accusa alcuni governi europei di adottare un doppio standard nei confronti del suo operato. L’episodio del fantoccio rischia ora di aggravare ulteriormente le relazioni diplomatiche, alimentando un dibattito più ampio sul confine tra protesta politica e atti considerati offensivi o destabilizzanti. Organizzazioni per i diritti civili in Spagna hanno sottolineato che, pur trattandosi di un gesto provocatorio, la protesta riflette il crescente malcontento dell’opinione pubblica europea verso la situazione in Medio Oriente.





