Otto nazioni africane hanno annunciato un’iniziativa congiunta per definire un quadro regolatorio condiviso sulle criptovalute, in risposta a una crescita esplosiva dell’uso di asset digitali nei mercati emergenti del continente.
Secondo quanto riportato da diverse testate economiche, i governi coinvolti — tra cui Kenya, Nigeria, Ghana e Sudafrica — intendono armonizzare norme fiscali, requisiti di licenza e controlli antiriciclaggio, con l’obiettivo di ridurre i rischi sistemici e favorire un’adozione più sicura.
La decisione arriva in un momento in cui l’Africa subsahariana è diventata uno dei poli globali più dinamici per le transazioni in criptovalute, spinte dalla diffusione degli smartphone, dalla volatilità delle valute locali e dalla necessità di strumenti rapidi per i pagamenti transfrontalieri.
In molti Paesi, le criptovalute vengono utilizzate per proteggere i risparmi dall’inflazione o per ricevere rimesse dall’estero, spesso con costi inferiori rispetto ai canali tradizionali. Tuttavia, l’assenza di regole chiare ha favorito anche truffe, frodi e piattaforme non autorizzate.
Le autorità africane, secondo gli analisti citati dalla stampa internazionale, temono che la mancanza di supervisione possa minare la stabilità finanziaria e ostacolare lo sviluppo di un ecosistema digitale affidabile. Per questo, il nuovo coordinamento punta a creare standard comuni che possano attrarre investimenti e al tempo stesso tutelare consumatori e istituzioni.
Il progetto prevede la creazione di un gruppo tecnico intergovernativo incaricato di elaborare linee guida condivise entro la fine dell’anno, con il supporto di organismi regionali e partner multilaterali. L’iniziativa potrebbe diventare un modello per altre aree del continente, dove l’innovazione corre più veloce della regolamentazione.





