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Bollette, stangata da 15 miliardi nel 2026: l’allarme della Cgia

Prezzi di gas ed elettricità in forte rialzo per effetto delle tensioni in Medio Oriente: imprese più colpite delle famiglie, Nord in prima linea
domenica, 29 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Il caro energia torna a pesare su famiglie e imprese italiane. Secondo le stime dell’Ufficio studi Cgia nel 2026 la spesa complessiva per luce e gas aumenterà di oltre 15 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, con un incremento del 13,4%. Un dato che conferma come le tensioni internazionali, in particolare il conflitto in Medio Oriente, stiano già producendo effetti concreti sui mercati energetici e, di conseguenza, sulle bollette. Nel giro di un mese i prezzi hanno registrato aumenti significativi: il gas è salito dell’81%, mentre l’energia elettrica ha segnato un +38%. Una dinamica che, pur non raggiungendo i picchi della crisi del 2022, si traduce comunque in un aggravio consistente per il sistema economico. Oggi il gas si attesta attorno ai 58 euro per MWh e l’elettricità supera i 148 euro, valori inferiori rispetto ai massimi storici ma sufficienti a generare un impatto rilevante sui consumatori.

A sopportare il peso maggiore saranno le imprese, chiamate a sostenere circa 9,8 miliardi di euro di costi aggiuntivi. Le famiglie, invece, dovranno far fronte a un aumento complessivo di circa 5,4 miliardi. Nel complesso, la spesa energetica nazionale passerà da circa 113,8 miliardi nel 2025 a oltre 129 miliardi nel 2026, segno di una pressione crescente su tutto il sistema economico.

Nord Italia più esposto

L’impatto dei rincari non sarà uniforme sul territorio. Le regioni del Nord, caratterizzate da una maggiore concentrazione industriale e demografica, risulteranno le più penalizzate. La Lombardia guida la classifica con un aumento stimato di 3,4 miliardi di euro, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna, entrambe attorno a 1,7 miliardi. Anche Piemonte, Toscana e Lazio registreranno incrementi significativi, prossimi o superiori al miliardo. Per quanto riguarda i nuclei familiari, gli aumenti saranno diffusi su tutto il territorio nazionale, con una crescita media della spesa attorno al 13%. Le famiglie lombarde risultano le più esposte, con un aggravio superiore al miliardo di euro, seguite da quelle venete ed emiliano-romagnole. Anche nel Lazio il peso del caro energia si farà sentire in modo consistente.

Nonostante il quadro preoccupante la situazione attuale appare meno critica rispetto a quella vissuta dopo l’invasione dell’Ucraina. Nel 2022 i prezzi avevano raggiunto livelli molto più elevati, con il gas oltre i 120 euro per MWh e l’energia elettrica sopra i 300 euro. Ma la rapidità degli aumenti registrati nelle ultime settimane lascia aperti timori per possibili ulteriori escalation.

Le possibili contromisure

Di fronte a questo scenario, torna centrale il ruolo delle istituzioni. A livello europeo si ipotizzano interventi già adottati in passato, come la riduzione dell’Iva sulle bollette, l’introduzione di un tetto al prezzo del gas e il contributo sugli extraprofitti delle grandi aziende energetiche. Resta inoltre sul tavolo il tema del disaccoppiamento tra prezzo del gas e dell’elettricità, misura ritenuta da molti necessaria per stabilizzare il mercato. Sul fronte nazionale il governo ha già previsto risorse per circa 3 miliardi di euro nel decreto bollette, ma secondo le stime potrebbero non essere sufficienti a contenere gli effetti di un eventuale peggioramento della crisi. Molto dipenderà, ancora una volta, dall’evoluzione del contesto geopolitico e dalla durata delle tensioni internazionali.

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