L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) e l’African Model Forest Network (AMFN) hanno avviato una nuova fase di collaborazione per rafforzare le capacità delle comunità africane che gestiscono foreste a livello locale, con l’obiettivo di renderle più resilienti di fronte ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale. L’iniziativa, emersa nel quadro dei recenti forum e dialoghi panafricani sulla gestione del territorio, punta a consolidare un modello di governance partecipativa che metta al centro le popolazioni rurali, le loro conoscenze tradizionali e la loro capacità di custodire gli ecosistemi. Il lavoro congiunto tra IUCN e AMFN si concentra su tre assi principali: formazione tecnica, rafforzamento delle organizzazioni comunitarie e sviluppo di economie verdi locali. Durante gli incontri facilitati dall’AMFN, esperti e rappresentanti delle comunità hanno condiviso esperienze su gestione sostenibile, imprenditoria forestale e strumenti per mobilitare investimenti a lungo termine. Le discussioni hanno evidenziato l’importanza di superare l’approccio “a progetto”, troppo rigido e frammentato, per adottare invece una visione integrata del paesaggio che permetta alle comunità di pianificare nel lungo periodo e attrarre risorse stabili.
La collaborazione si inserisce in un contesto in cui milioni di piccoli agricoltori e silvicoltori africani sono in prima linea nella lotta contro gli effetti del cambiamento climatico. Secondo i partner internazionali della Forest and Farm Facility — di cui IUCN è parte — questi gruppi gestiscono una quota significativa delle foreste del Sud globale e rappresentano un pilastro essenziale per la sicurezza alimentare e la tutela della biodiversità. Rafforzarne le competenze significa non solo migliorare la gestione delle risorse naturali, ma anche creare nuove opportunità economiche per donne e giovani, spesso i più colpiti dalla vulnerabilità climatica.





