Diversi Paesi africani stanno aumentando in modo significativo le tasse sul gioco d’azzardo, nel tentativo di contrastare un fenomeno di dipendenza in rapida crescita che coinvolge soprattutto i giovani.
Governi dall’Africa orientale a quella occidentale hanno annunciato nuove misure fiscali che colpiscono bookmaker, casinò online e piattaforme di scommesse sportive, un settore che negli ultimi anni ha registrato un’espansione senza precedenti grazie alla diffusione degli smartphone e a campagne pubblicitarie aggressive. Secondo le autorità sanitarie, il numero di persone con comportamenti di gioco problematico è aumentato in modo preoccupante, con casi che coinvolgono anche minorenni.
In Paesi come Kenya, Uganda e Ghana, le cliniche specializzate segnalano un incremento costante delle richieste di aiuto, mentre le famiglie denunciano perdite economiche e tensioni sociali legate alle scommesse.
Di fronte a questo scenario, i governi hanno deciso di intervenire con strumenti fiscali, ritenuti più rapidi ed efficaci rispetto a riforme normative di lungo periodo.
Le nuove tasse, che in alcuni casi raddoppiano o triplicano le aliquote precedenti, mirano a scoraggiare l’offerta e a generare fondi destinati a programmi di prevenzione e trattamento della dipendenza.
Le società di betting, però, contestano la stretta, sostenendo che potrebbe spingere i giocatori verso piattaforme illegali e ridurre gli investimenti nel settore. Alcune aziende hanno già minacciato ricorsi o la sospensione delle attività.
Gli esperti di salute pubblica, invece, accolgono positivamente la svolta, sottolineando che l’Africa sta affrontando una “crisi silenziosa” spesso ignorata dalle istituzioni. Con un mercato del gioco in continua espansione e una popolazione giovane particolarmente esposta, la sfida è trovare un equilibrio tra regolamentazione, tutela sociale e sostenibilità economica.





