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Tempesta geomagnetica in arrivo sulla Terra. Allerta della NOAA: il 21 marzo flusso solare ad alta velocità

Possibili aurore a latitudini insolite e rischi per satelliti e comunicazioni: ecco cosa sta accadendo
sabato, 21 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Ancora una giornata di intensa attività geomagnetica. La NOAA, l’agenzia statunitense che monitora atmosfera, clima e oceani, ha emesso un’allerta per una tempesta geomagnetica di livello G2 (moderata) prevista per oggi come ultimo giorno di una fase di eventi che tengono in allerta i sistemi di rilevamento. L’evento sarebbe causato dalla combinazione di due fenomeni solari: l’arrivo di espulsioni di massa coronale (CME) e l’impatto di un flusso di vento solare ad alta velocità proveniente da un buco coronale (CH HSS).

L’origine delle perturbazioni

L’agenzia ha diffuso anche immagini che documentano due eruzioni solari verificatesi il 16 e il 18 marzo, episodi che potrebbero essere all’origine delle perturbazioni in arrivo verso la Terra. Tuttavia, gli esperti sottolineano che permane un elevato grado di incertezza sull’effettivo impatto delle CME: queste gigantesche emissioni di plasma, espulse dalla corona solare, possono interagire con il campo magnetico terrestre generando tempeste geomagnetiche di diversa intensità.

Il 21 marzo flusso solare ad alta velocità

Più prevedibili, invece, gli effetti del flusso di vento solare ad alta velocità associato ai buchi coronali, atteso soprattutto a partire dal 21 marzo. Questo fenomeno potrebbe innescare condizioni di tempesta geomagnetica almeno di livello G2, con una possibilità, seppur contenuta, di raggiungere la classe G3 (forte).

Rischio fluttuazioni reti elettriche

Le tempeste geomagnetiche vengono classificate su una scala che va da G1 (minore) a G5 (estrema). Gli eventi di livello G2 possono causare fluttuazioni nelle reti elettriche alle alte latitudini, disturbi nelle comunicazioni radio ad alta frequenza e anomalie nei sistemi satellitari. Nei casi più intensi, come le tempeste G3 o superiori, si possono verificare blackout localizzati, errori nei sistemi di navigazione GPS e un aumento del rischio per astronauti e infrastrutture spaziali.

Tempeste legate al ciclo solare

Non è la prima volta che il Sole mostra una simile attività: il nostro astro attraversa cicli di circa 11 anni, noti come ciclo solare, durante i quali il numero di macchie solari e fenomeni energetici cresce fino a un massimo. Attualmente ci stiamo avvicinando al picco del ciclo solare 25, previsto tra il 2024 e il 2026, una fase in cui eventi come brillamenti ed espulsioni coronali diventano più frequenti.

Le aurore boreali

Tra gli effetti più spettacolari di queste tempeste ci sono le aurore polari. Secondo la NOAA, in questa occasione il fenomeno potrebbe essere visibile anche a latitudini più basse del normale nell’emisfero nord, arrivando negli Stati Uniti fino a stati come New York e Idaho. In Europa, in caso di condizioni favorevoli, non è escluso che le aurore possano spingersi verso regioni settentrionali e centrali.

Effetti sulla vasta rete satellitare

Le autorità invitano a monitorare costantemente gli aggiornamenti: sebbene la maggior parte degli effetti sia gestibile, la crescente dipendenza da tecnologie satellitari e reti elettriche rende questi eventi sempre più rilevanti anche per la vita quotidiana.

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