Difesa del diritto internazionale, rifiuto dei sovranismi, ruolo dell’Europa. Sono i punti dell’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per il conferimento del dottorato honoris causa all’Università di Salamanca, ieri in Spagna. Una location e un’occasione giuste, per il Capo dello Stato, per richiamare il valore del progetto del vecchio continente: “Un’Europa organizzata e viva può apportare un contributo indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche”, ha detto e ha poi citato l’Unione come riferimento per la stabilità internazionale.

All’inizio del discorso il Presidente della Repubblica ha collegato la tradizione culturale europea al rapporto tra Italia e Spagna. Le due realtà condividono radici nel diritto romano, nella lingua latina e nella diffusione del sapere. Le università, da Salamanca a Napoli, hanno favorito la circolazione di idee e la formazione di una comunità intellettuale.
Una base comune
Mattarella ha citato figure come Seneca, Cicerone e Virgilio per indicare una base comune. Ha richiamato anche Machiavelli e Cervantes come interpreti della modernità europea. Entrambi, ha detto, hanno contribuito a una riflessione sull’uomo e sul potere fondata sulla responsabilità individuale. Nel passaggio all’età contemporanea il Capo dello Stato ha ricordato il contributo dell’Illuminismo con Cesare Beccaria e Gaspar Melchor de Jovellanos. Le loro opere hanno posto al centro la legge come espressione della ragione e lo Stato come garante dei diritti.

Nonostante questo percorso, il Novecento ha segnato una frattura. Il Presidente ha citato nazismo, fascismo e comunismo come esperienze che hanno inciso sulla storia europea. In questo contesto, la cultura ha mantenuto un ruolo di difesa dei valori: “Resta un argine”. Mattarella ha indicato nella dignità umana, nella solidarietà e nei diritti civili i fondamenti dell’Europa. Su queste basi, sostiene, il progetto europeo può resistere alle spinte che mirano a indebolirlo.
Carta delle Nazioni Unite
Il Capo dello Stato ha richiamato quindi la nascita dell’ordine internazionale dopo la Seconda guerra mondiale. La Carta delle Nazioni Unite introduce “un divieto generale dell’uso della forza”, limitato alla legittima difesa e alle decisioni del Consiglio di Sicurezza. Questo principio definisce i limiti dell’azione degli Stati. Accanto a questo, la Carta afferma il rispetto universale dei diritti umani. I diritti dell’individuo non restano materia interna ma diventano oggetto di interesse della comunità internazionale. E secondo Mattarella, questo sistema mostra segnali di crisi: “Oggi non sembra prevalere il desiderio di dare vita a un progetto più efficace”. I pilastri del diritto internazionale risultano indeboliti e cresce una tendenza a rimuovere i limiti alla sovranità statale.
E il Presidente ha definito questa dinamica “una vis destruens” che mira a eliminare vincoli costruiti per evitare spinte egemoniche. In questo scenario, l’Europa deve assumere una posizione chiara. “Tocca all’Europa saper dire di no”.
No alla perenne instabilità
Il Capo dello Stato ha invitato quindi a respingere l’ampliamento delle guerre e “una perenne instabilità” e su questo ha richiamatole crisi in Medio Oriente dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 e la guerra in Ucraina. Secondo Mattarella l’aumento delle tensioni favorisce l’idea che l’aggressione possa diventare pratica nei rapporti tra Stati. Il Presidente ha segnalato anche l’indebolimento delle istituzioni internazionali tra sospensioni di accordi, ritiri e mancati rinnovi. E per Mattarella la delegittimazione delle corti internazionali incide sul rispetto del diritto: “La sistematica inosservanza” della Carta delle Nazioni Unite e la marginalizzazione degli organismi internazionali producono un vuoto e “ne deriva una arbitraria terra di nessuno”, ha detto, con effetti sui Paesi più fragili.

A questo punto Mattarella ha richiamato il rischio di una visione fondata sulla forza e per questo ha invitato a recuperare l’impostazione dei fondatori europei. L’articolo 3 dei Trattati dell’Unione indica obiettivi chiari: pace, sicurezza, sviluppo, rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale: “Distrarci oggi dalla sua applicazione significherebbe tradire la nostra cultura”.
Nel passaggio finale il Capo dello Stato si è rivolto agli studenti e ha ricordato il programma Erasmus e la libertà di studio tra Paesi europei. Questa libertà, ha aggiunto, non può essere data per acquisita. Infine ha invitato le nuove generazioni a mantenere uno spirito critico e a difendere gli spazi di libertà costruiti nel tempo.
A margine della visita, il Capo dello Stato ha incontrato il re di Spagna Felipe VI.





