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Fabrizio Pregliasco, Direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano La Statale

Pregliasco: “Per l’emergenza sanitaria a Gaza servono miliardi, sistema vicino al collasso”

domenica, 15 Marzo 2026
1 minuto di lettura

L’emergenza sanitaria e umanitaria in Medio Oriente, in particolare nella Striscia di Gaza e nei territori palestinesi, richiede risorse economiche molto ingenti, ben superiori a quelle di un singolo programma sanitario. A sottolinearlo è Fabrizio Pregliasco, Direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano La Statale, che in una nota richiama le principali stime elaborate da organismi internazionali come Nazioni Unite, Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Ocha. Secondo Pregliasco le cifre necessarie non riguardano soltanto l’assistenza medica, ma un insieme più ampio di interventi indispensabili per affrontare la crisi: sanità, nutrizione, accesso all’acqua, rifugi, logistica e sostegno ai servizi essenziali per milioni di persone.

Le Nazioni Unite stimano che per il 2025 saranno necessari circa 4 miliardi di dollari per rispondere all’emergenza umanitaria a Gaza e in Cisgiordania. Questa cifra copre gli interventi di base per la popolazione civile, dalla sanità all’approvvigionamento alimentare, fino al supporto logistico.

Global Humanitarian Overview 2025

In un quadro più ampio il Global Humanitarian Overview 2025 indica che per le principali crisi umanitarie dell’area Medio Oriente-Nord Africa servono complessivamente circa 15,9 miliardi di dollari. Un capitolo particolarmente critico riguarda il sistema sanitario di Gaza. “Per la ricostruzione non esiste ancora una stima definitiva – spiega Pregliasco – ma i dati indicano che saranno necessari molti miliardi aggiuntivi”. Il sistema sanitario locale, infatti, è ormai vicino al collasso funzionale: centinaia di strutture sanitarie sono state colpite e solo una parte degli ospedali continua a essere operativa.
Secondo l’esperto oltre agli interventi immediati per l’assistenza sanitaria e umanitaria, sarà quindi necessario pianificare un lungo e complesso processo di ricostruzione delle infrastrutture sanitarie e dei servizi essenziali per la popolazione.

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