“Il nuovo Statuto dei lavoratori, o dei lavori, dovrà espandere tutele e protezioni attraverso due percorsi: il primo, che porti dal lavoro precario al lavoro stabile; il secondo, che permetta una evoluzione dalle forme rigide, ormai superate e non più competitive, verso forme partecipate e dinamiche di organizzazione aziendale”. Lo ha affermato Antonio Di Matteo, membro del Consiglio di amministrazione dell’Inps, nel suo intervento al seminario promosso alla Camera dei Deputati in memoria di Marco Biagi.
Richiamando il nucleo più ambizioso della riflessione del giuslavorista, Di Matteo ha ricordato che lo Statuto dei lavori è “un progetto di complessiva rivisitazione del diritto del lavoro” capace di “estendere i livelli minimi di tutela a tutte le forme di lavoro” e di rendere più moderne “le tecniche di protezione del lavoro subordinato”.
L’obiettivo, ha aggiunto, è quello di “rilanciare” il lavoro e costruire “un’occupazione di qualità” che concili “quel grande aspetto della vita umana che è il lavoro stesso” con “la vita familiare e quella personale”, rompendo le frammentazioni che ancora segnano il mercato del lavoro.




