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Rischi cardiovascolari in città inquinata
Immagine generata con AI; Rischi cardiovascolari in città inquinata

Inquinamento e salute, da rumore e microplastiche nuovi rischi per il cuore secondo gli esperti

domenica, 8 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Non solo smog: anche rumore, eccesso di luce artificiale, microplastiche, PFAS e ondate di calore contribuiscono ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Secondo un nuovo documento di consenso della European Society of Cardiology, questi fattori ambientali agiscono insieme e sono responsabili di oltre 5,5 milioni dei più di 20 milioni di decessi annui nel mondo legati a patologie cardiache. Il documento, che aggiorna le linee guida europee del 2021, è stato presentato durante il seminario internazionale ‘RESPIRAMI: Recenti progressi sull’inquinamento atmosferico e sulla salute’, organizzato a Milano.

Gli esperti hanno analizzato il fenomeno del cosiddetto ‘multi-inquinamento’, cioè la combinazione di diversi fattori ambientali che influiscono sulla salute cardiovascolare, respiratoria e metabolica. Secondo i ricercatori, lo smog resta uno dei principali fattori di rischio. Le particelle sottili, una volta inalate, penetrano nei polmoni e nel circolo sanguigno, provocando infiammazione e alterazioni dei vasi sanguigni che favoriscono infarto e ictus. L’inquinamento atmosferico è responsabile di oltre due milioni di morti ogni anno per malattie cardiovascolari e riduce l’aspettativa di vita media di più di due anni.

Accanto allo smog emergono altri fattori spesso sottovalutati. Il rumore urbano, in particolare quello legato al traffico, aumenta i livelli di stress e degli ormoni come cortisolo e adrenalina, con effetti sulla pressione arteriosa e sulla frequenza cardiaca. Nell’Unione europea oltre il 20% della popolazione è esposto a livelli di rumore superiori ai limiti indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità. L’inquinamento acustico provoca oltre 12 mila decessi ogni anno.

Luce artificiale

Anche l’eccesso di luce artificiale durante la notte rappresenta un fattore di rischio. L’illuminazione notturna altera i ritmi biologici e riduce la produzione di melatonina, interferendo con il normale abbassamento notturno della pressione arteriosa. Questo squilibrio è associato a un aumento di infarti, ictus e scompenso cardiaco e può contribuire anche a disturbi dell’umore e declino cognitivo. Tra le nuove minacce individuate dagli studiosi ci sono anche microplastiche e PFAS, sostanze chimiche presenti in numerosi prodotti di uso quotidiano.

Le microplastiche possono essere inalate attraverso l’aria e raggiungere l’organismo, mentre l’esposizione ai PFAS è associata a un aumento del rischio di malattia coronarica tra il 10 e il 20% nei soggetti con livelli più elevati nel sangue.
Il cambiamento climatico rappresenta un ulteriore elemento di rischio. Il caldo estremo è collegato a circa 100 mila morti cardiovascolari l’anno a livello globale e favorisce infarto, ictus e scompenso cardiaco, soprattutto nelle città dove le isole di calore amplificano l’effetto delle alte temperature.

Interventi

Per gli esperti la risposta richiede interventi su più fronti: politiche urbane per ridurre traffico e inquinamento, sviluppo della mobilità sostenibile, ampliamento delle zone a basse emissioni e maggiore attenzione alle fonti domestiche e agricole di inquinanti. Anche piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono contribuire a ridurre l’esposizione ai diversi fattori ambientali che incidono sulla salute.

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