Si compra meno e si spende di più. E infatti non sono affatto confortanti le notizie comunicate ieri dall’Istat secondo le cui stime l’inflazione è tornata a salire. I numeri di febbraio hanno detto che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,8% su base mensile e dell’1,6% su base annua, in accelerazione rispetto al +1,0% di gennaio. Insomma, una brutta botta per le tasche degli italiani.
A incidere sono stati soprattutto i servizi. Per esempio i prezzi dei servizi relativi ai trasporti sono passati da +0,7% a +3,0% su base tendenziale; quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona sono saliti da +3,0% a +4,9%. Sono cresciuti anche gli alimentari non lavorati, da +2,5% a +3,6%. Hanno rallentato invece gli alimentari lavorati (da +1,9% a +1,7%) e si è ampliata la flessione degli energetici regolamentati (da -9,6% a -11,3%) e non regolamentati (da -5,9% a -6,2%).
L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, è risalita dal +1,7% al +2,4%; al netto dei soli energetici è passata da +1,9% a +2,5%. I prezzi dei beni sono restati in lieve calo su base annua (-0,2%), mentre i servizi hanno accelerato dal +2,5% al +3,6%. Il differenziale tra servizi e beni si è ampliato da 2,7 a 3,8 punti percentuali.
Il cosiddetto ‘carrello della spesa’, che comprende beni alimentari, per la cura della casa e della persona, è cresciuto dal +1,9% al +2,2%. La variazione mensile del +0,8% ha invece risentito dell’aumento dei tabacchi (+3,3%), dei servizi ricreativi e culturali (+2,1%), dei trasporti (+2,0%), degli alimentari non lavorati (+1,1%) e degli energetici non regolamentati (+0,4%), solo in parte compensati dal calo degli energetici regolamentati (-1,2%). L’indice armonizzato europeo ha segnato +0,6% su mese e +1,6% su anno.
Le reazioni politiche
Quanto pubblicato dall’Istituto di statistica ha chiaramente portato l’opposizione ad apporre feroci critiche sull’operato della maggioranza di Governo. Per esempio Beatrice Lorenzin, Vicepresidente dei senatori Pd, ha collegato inflazione e finanza pubblica: “Il deficit al 3,1% certifica un fallimento politico ed economico. Superare la soglia del 3% significa restare sotto procedura e perdere l’accesso alla clausola per gli investimenti nella Difesa”. Lorenzin ha parlato poi di pressione fiscale “al 43,1%” e di crescita “allo 0,5%”, mettendo quindi nel mirino l’esecutivo che secondo lei non ha una strategia per la produttività.
Angelo Bonelli, Deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha detto che i numeri “smentiscono la narrazione del Governo”. E ha ricordato il carrello della spesa al +2,2%, l’inflazione di fondo in accelerazione e la pressione fiscale oltre il 43%: “Con la guerra e il prezzo del gas oltre i 60 euro al megawattora aumenteranno le bollette”, ha detto per poi ricordare i 5,7 milioni di persone in povertà assoluta.
Consumatori: allarme sui rincari
L’Unione nazionale consumatori, con il Presidente Massimiliano Dona, ha definito il rialzo “di una gravità inaudita”, come ilraddoppio dell’incremento mensile rispetto a gennaio. Ha chiestoal Governo di intervenire sulle accise dei carburanti e su luce e gas, come accaduto con le misure adottate nel 2022. Il Codacons ha calcolato un aggravio annuo di 529 euro per la famiglia tipo e di 731 euro per un nucleo con due figli. Ha denunciato rincari nel settore turistico: alberghi a +14,7% su anno e +12% su mese; voli nazionali a +45% su anno e +29,6% su mese; servizi legati a eventi sportivi a +7,1% su anno.
Anche l’Adoc ha segnalato la risalita del carrello della spesa al +2,2% e l’aumento dei trasporti (+3%) e degli alimentari non lavorati (+3,6%). L’Associazione ha chiesto riduzione dell’Iva ai minimi Ue, trasferimento degli oneri di sistema dalla bolletta alla fiscalità generale ed estensione del Bonus Energia fino a Isee di 20mila euro.
Assoutenti ha registrato prezzi di alimentari e bevande analcoliche a +2,6% su anno, con un aggravio stimato in 241 euro per una famiglia con due figli. Il Presidente Gabriele Melluso ha quindi invitato alla “massima vigilanza” in vista delle festività pasquali. Federdistribuzione ha fatto notare che, nonostante lievi segnali di miglioramento nella fiducia delle famiglie, “il quadro dei consumi resta improntato alla debolezza” e le prospettive della domanda interna sono incerte.
Il rischio guerra
Le brutte notizie non finiscono qui: il capo economista della Bce Philip Lane ha detto che una guerra prolungata in Medioriente e un calo persistente delle forniture di petrolio e gas potrebbero determinare “un aumento sostanziale dell’inflazione” e un “netto calo della produzione” nell’area euro.





