Si chiude definitivamente il rinnovo del contratto 2022-2024 per 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. Con la certificazione della Corte dei conti, l’Aran ha potuto sottoscrivere in via definitiva il nuovo Ccnl dell’Area della Dirigenza Medica e Sanitaria, sbloccando risorse per 1,2 miliardi di euro.
Aumenti in busta paga
Gli effetti economici saranno visibili già nella busta paga di marzo: l’incremento medio è pari al 7,27%, con aumenti di circa 491 euro lordi mensili per 13 mensilità. A questi si aggiungono arretrati medi che sfiorano i 7mila euro, ma che per i ruoli apicali possono arrivare fino a 14mila euro.
Nel dettaglio
Secondo le stime dei principali sindacati ospedalieri, gli incrementi retributivi variano dai 322 euro lordi mensili per gli incarichi professionali iniziali fino ai 530 euro lordi per i direttori di struttura complessa di area chirurgica. Sul fronte degli arretrati, si va dagli 8.710 euro per gli incarichi iniziali fino ai 14.540 euro per i direttori di struttura complessa, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta.
Il contratto prevede anche un rafforzamento della retribuzione di posizione (parte fissa), che per i dirigenti neoassunti registra un incremento del 55%, con l’obiettivo di rendere più attrattivo il Servizio sanitario nazionale per i giovani professionisti. Incrementate inoltre l’indennità di direzione di struttura complessa e le indennità di specificità per i profili medico-veterinari e sanitari.
Le novità normative
Non solo parte economica. Tra le principali novità normative figurano: la possibilità di ricostituire il rapporto di lavoro entro cinque anni dalla cessazione con una delle aziende di provenienza; misure per garantire una più effettiva fruizione delle ferie, anche durante il periodo di preavviso;
una specifica tutela per il personale vittima di aggressioni, con patrocinio legale a carico dell’Azienda e supporto psicologico su richiesta.
Tutti d’accordo tranne la Cgil
L’ipotesi di contratto era stata siglata il 18 novembre scorso senza l’adesione di Fp Cgil Medici e Fassid. Con la firma definitiva resta il no della Cgil, mentre Fassid ha sottoscritto il testo.
“Con la firma definitiva di oggi si chiude il triennio 2022-2024 assicurando incrementi economici significativi ai medici e ai dirigenti sanitari del Ssn”, osserva il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ringraziando le organizzazioni sindacali per il confronto.
Il nodo da sciogliere
Soddisfazione ma anche critiche da parte dei sindacati. “Il CCNL 2022-2024 è un contratto prevalentemente economico che andava chiuso rapidamente per poter aprire il confronto sul CCNL 2025-2027”, hanno dichiarato Pierino Di Silverio (Anaao Assomed) e Guido Quici (Cimo-Fesmed), sottolineando però la mancata adozione, nella legge di Bilancio e nel Milleproroghe, della norma che avrebbe consentito l’erogazione immediata degli aumenti dell’indennità di specificità, già stanziati ma vincolati alla firma del contratto successivo.
Confronto sul nuovo contratto
Intanto la macchina dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego accelera. Il Comitato di settore ha approvato gli atti di indirizzo per avviare in contemporanea le trattative 2025-2027 sia per la dirigenza medica sia per infermieri e personale del comparto.
La somma dei due contratti mette in gioco 3,54 miliardi di euro a regime, distribuiti tra 730.509 lavoratori. In base ai soli fondi contrattuali, gli aumenti dovrebbero attestarsi intorno al 5,4%, pari mediamente a 387,1 euro lordi mensili per i medici e 143,7 euro per il personale non dirigente.
Parla il ministro Zangrillo
“Per quanto riguarda i rinnovi contrattuali ci siamo assunti un impegno che stiamo rispettando passo dopo passo”, evidenzia il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e sottolinea la volontà di garantire continuità e regolarità nei rinnovi per rafforzare la Pubblica amministrazione e i servizi ai cittadini.



