Dopo gli attacchi incrociati tra Stati Uniti, Israele e Iran, il Governo definisce la propria linea in una doppia riunione convocata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni con i vicepremier e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Nel comunicato finale Palazzo Chigi ribadisce la “vicinanza dell’Italia al popolo iraniano che chiede il rispetto dei propri diritti” e il monitoraggio costante della situazione nel Golfo, dopo la rappresaglia di Teheran che ha colpito anche obiettivi negli Emirati Arabi Uniti. La linea resta quella della prudenza, con priorità alla tutela dei cittadini italiani nell’area.
Tutela dei connazionali
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo un incontro alla Farnesina con gli ambasciatori della regione, osserva che “non c’è da essere ottimisti sui tempi” di una de-escalation e che molto “dipenderà dalle scelte dell’Iran e dalla durata delle operazioni americane e israeliane”. Riferirà oggi alle 15 alle Commissioni Esteri e Difesa del Senato. L’ambasciata italiana a Teheran resta operativa e assiste circa 400 residenti, oltre a una settantina non iscritti all’Aire. Negli Emirati Arabi Uniti turisti e gruppi di studenti minorenni sono bloccati dopo la sospensione dei voli.
“I connazionali sono seguiti e sistemati in strutture alberghiere, con il supporto delle autorità locali”, assicura Tajani, precisando che “non ci sono pericoli diretti per la loro incolumità”, ma restano difficoltà sui rientri. L’Italia è stata informata dell’attacco israeliano quando era già in corso, tramite una comunicazione del ministro degli Esteri israeliano. Ad Abu Dhabi un grattacielo vicino all’ambasciata italiana è stato danneggiato; per sicurezza le attività proseguono dalla residenza dell’ambasciatore. Tajani ha confermato che i circa 300 militari italiani dell’Aeronautica in Kuwait sono al sicuro e che un attacco nel Kurdistan iracheno non ha comportato rischi per il contingente.
Consiglio Affari Esteri
La crisi è affrontata anche a livello europeo. Tajani ha partecipato a un Consiglio Affari Esteri straordinario dell’Unione europea, convocato dall’Alto Rappresentante, indicando tre priorità: sostegno alla de-escalation, sicurezza dei connazionali e gestione delle conseguenze economiche del conflitto. Ha definito la scomparsa del leader iraniano un “punto di svolta storico” e ha invitato a concentrarsi su una transizione pacifica per l’Iran e sulla stabilità del Medio Oriente, ricordando che l’Unione ha sanzionato i Pasdaran come organizzazione terroristica e che “non dobbiamo dimenticare il coraggio del popolo e della società civile iraniana nella loro battaglia per libertà e democrazia”.
Il caso Crosetto
Si è aperto intanto il caso Crosetto. Il ministro della Difesa si trovava a Dubai per motivi familiari allo scoppio dell’escalation e la chiusura dello spazio aereo gli ha impedito il rientro con voli civili. Ieri ha annunciato il ritorno in Italia a bordo di un velivolo dell’Aeronautica partito da Pratica di Mare, dopo essersi trasferito via terra a Mascate, in Oman, per imbarcarsi su un Gulfstream G550 diretto a Roma.
In un messaggio sui social ha precisato che viaggerà da solo “per evitare ulteriori esposizioni a rischi” e di aver versato al Comando del 31° Stormo di Ciampino “una somma tripla” rispetto alla tariffa prevista per gli ospiti dei voli di Stato. “Trovo vergognoso questo modo di fare polemica”, ha scritto, sostenendo di aver coordinato la gestione della crisi e i contatti con partner europei, mediorientali e con il Pentagono e definendo la sua presenza negli Emirati “utile nella gestione dei rapporti con le autorità locali”.
Le critiche dell’opposizione
Le opposizioni hanno indicato una linea diversa. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha richiamato l’articolo 11 della Costituzione, sostenendo che l’Italia debba fermare l’escalation evitando “azioni unilaterali” che possano allargare il conflitto. Pur condannando la repressione in Iran, ha affermato che “il modo per impedirlo non sono le azioni militari decise da soli ma riprendere la via negoziale, quella diplomatica”. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha invitato governo e Unione europea a schierarsi contro attacchi non coordinati, giudicando l’offensiva fuori dal diritto internazionale e destabilizzante per la regione.
Il M5S ha espresso “estrema preoccupazione” e chiesto di “privilegiare sempre il percorso diplomatico all’escalation in corso”. Anche Alleanza Verdi e Sinistra ha definito “inaccettabile” il bombardamento dell’Iran. Nella maggioranza non sono mancate sfumature. Il vicepremier Matteo Salvini ha ribadito la necessità di privilegiare la diplomazia e garantire la sicurezza dei civili italiani, osservando che l’Italia non era stata preavvisata dell’offensiva e che il governo si è trovato a “inseguire gli eventi”.



