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Fnopi, via libera alle nuove lauree magistrali per la professione infermieristica

Fnopi, via libera alle nuove lauree magistrali per la professione infermieristica

I Ministri Schillaci e Bernini firmano i decreti. La presidente Barbara Mangiacavalli: non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio
mercoledì, 25 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Un “traguardo importante”. Con le stesse parole, cariche di attesa e significato, il ministro della Salute Orazio Schillaci e il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini hanno annunciato, davanti al Consiglio nazionale Fnopi, la conclusione dell’iter che porta all’istituzione di tre nuove lauree magistrali a indirizzo clinico per gli infermieri.

Atto che segna una svolta

I decreti firmati sanciscono la nascita dei percorsi specialistici in Cure Primarie e Sanità Pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali e Cure Intensive e nell’Emergenza. Due interventi accolti dagli applausi dei presidenti degli Ordini provinciali e seguiti dalle parole della presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli, che ha sottolineato la portata strategica del provvedimento: “Non segna la fine, ma un inizio”

Schillaci: ridare forza alla professione

“Desidero condividere la soddisfazione per un importante traguardo raggiunto: il decreto dà il via libera definitivo al nuovo percorso formativo per gli infermieri, con l’obiettivo di restituire attrattività alla professione e superare il clima di disaffezione verso la sanità pubblica”, ha esordito il ministro Schillaci. Il titolare della Salute ha ricordato il confronto costante con Fnopi e con la presidente Mangiacavalli: “Questo risultato dimostra che quando c’è collaborazione e dialogo leale le risposte arrivano”.

Pochi infermieri tanti anziani

Il nodo centrale resta la carenza di personale infermieristico, una criticità che accomuna tutti i sistemi sanitari, aggravata dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche. “I bisogni di salute sono sempre più sociosanitari”, ha sottolineato, “e il ruolo degli infermieri è fondamentale per affrontare questa trasformazione”.

Aspettative dei giovani

L’introduzione delle lauree magistrali specialistiche, secondo Schillaci, risponde anche alle aspettative dei giovani professionisti, che chiedono prospettive di carriera e competenze avanzate.

“Dobbiamo invertire un trend che per anni ha visto l’Italia formare ottimi infermieri per poi vederli emigrare all’estero. Avere personale adeguatamente formato significa garantire cure più rispondenti ai bisogni dei pazienti, rafforzare l’assistenza territoriale e potenziare le cure pediatriche e neonatali”.

Il ministro ha ribadito che la valorizzazione della professione infermieristica rappresenta un punto fermo dell’azione di Governo, sostenuta da misure mirate inserite nelle manovre finanziarie.

Bernini: competenze e responsabilità

Nel suo intervento, il ministro Anna Maria Bernini ha definito l’introduzione delle magistrali a indirizzo clinico “un passaggio decisivo per formare infermieri sempre più specializzati, pronti ad affrontare le sfide della medicina contemporanea e dei nuovi bisogni di salute”. “L’iter del provvedimento è finalmente concluso. Questo significa riconoscere che l’assistenza infermieristica è una competenza avanzata.

Significa valorizzare professionalità che operano in contesti sempre più complessi e rafforzare la qualità delle cure”, ha affermato. Con i nuovi percorsi, ha aggiunto il ministro, “nascono figure nuove, competenze mirate, responsabilità più definite.

È un passo che rafforza il Servizio sanitario, sostiene la medicina di prossimità e risponde concretamente a una domanda di salute in continua evoluzione”. Bernini ha infine rimarcato la dimensione collegiale della riforma: “È il risultato di un lavoro condiviso, di un confronto che ha visto tutti noi protagonisti”.

Mangiacavalli: nuova fase tra formazione e responsabilità

Un passaggio storico per la professione infermieristica italiana che, come ha ricordato la presidente Mangiacavalli, rappresenta l’avvio di una nuova fase: più formazione specialistica, più riconoscimento, più responsabilità nel governo clinico e organizzativo dell’assistenza

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