La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di bocciare i dazi imposti nel 2025 dall’amministrazione di Donald Trump riaccende il dibattito sulle politiche commerciali internazionali. E dai vertici di Confcommercio arriva un messaggio chiaro: meno tensioni e più confronto.
Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, invita alla prudenza ma sottolinea il valore del pronunciamento americano. “Pur mantenendo la necessaria cautela sull’evoluzione della vicenda, e in attesa del tavolo sui dazi previsto per lunedì, la decisione della Corte Suprema ristabilisce un principio fondamentale: il commercio internazionale non può essere ostaggio di scelte unilaterali e di logiche estranee al confronto economico”.
Aumentano incertezze e tensioni
Secondo Sangalli, i dazi introdotti negli ultimi anni “hanno alimentato incertezza e tensioni, senza offrire soluzioni strutturali”. Da qui l’appello a “una stagione nuova di dialogo e responsabilità, fondata su regole condivise e rispetto reciproco”. Un percorso che, evidenzia il presidente, deve vedere Italia ed Europa impegnate nella difesa di “un sistema aperto e multilaterale”, capace di tutelare le imprese che competono ogni giorno sui mercati globali puntando su qualità e correttezza.
Finora aumenti contenuti
Sulla stessa linea il presidente di Aice Confcommercio e vicepresidente con delega all’internazionalizzazione, Riccardo Garosci, che commenta con una battuta: “Tanto rumore per nulla”, citando il celebre titolo di William Shakespeare. “Avevamo già ipotizzato come Aice Confcommercio”, spiega Garosci, “che l’impatto dei dazi sarebbe stato limitato. Gli aumenti sono stati relativamente contenuti e solo in parte hanno inciso sugli acquisti di prodotti italiani, con alcune eccezioni tra i consumatori americani. La decisione della Corte Suprema prende atto anche della necessità di proteggere consumatori e imprese statunitensi da dazi che nulla hanno a che vedere con logiche commerciali”.
Il successo del Made in Italy
A rafforzare questa lettura, i dati definitivi Istat sull’export 2025: il mercato statunitense ha registrato una crescita superiore al 7%, trainata in particolare dai settori farmaceutico e meccanico. “Un risultato favorito anche dall’aumento delle scorte da parte di importatori e distributori americani, ma che”, sottolinea Garosci, dimostra come «il mercato Usa non abbia rinunciato ai prodotti Made in Italy, nonostante un incremento medio dei dazi tra il 5 e il 15%”.
Un richiamo alla prudenza
“Resta comunque la necessità di mantenere alta l’attenzione. “È importante”, conclude Garosci, “adottare un atteggiamento prudente in attesa di eventuali ulteriori ritorsioni protezionistiche da parte dell’amministrazione statunitense”. Un richiamo alla responsabilità che, per Confcommercio, passa ora dal ritorno a un confronto costruttivo tra le due sponde dell’Atlantico, per garantire stabilità agli scambi e prospettive certe alle imprese.



