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Consegnato il riconoscimento nazionale dedicato a Carmine Alboretti

Consegnato il riconoscimento nazionale dedicato a Carmine Alboretti

Terza edizione dell’iniziativa promossa dall’Associazione Giornalisti Vesuviani in onore del Vicedirettore de ‘La Discussione’, figura di riferimento dell’informazione campana e italiana scomparsa troppo presto
domenica, 22 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Il ricordo di Carmine Alboretti, scomparso troppo presto (nel maggio del 2020, ad appena 45 anni) resta vivo nella memoria di quanti hanno condiviso con lui redazioni, territori e battaglie culturali.

Giornalista di razza, saggista raffinato, vaticanista autorevole, Alboretti ha rappresentato un punto di riferimento per il giornalismo campano e nazionale, grazie al suo rigore professionale e al suo profondo radicamento nella sua terra vesuviana.

Per ‘La Discussione’ il suo nome evoca anche una stagione importante della nostra storia: Alboretti è stato Vicedirettore del giornale e ha contribuito con lucidità analitica e visione strategica alla crescita della testata. Il suo impegno non era mai disgiunto da un forte senso etico della professione, vissuta come servizio alla verità e alla comunità.

È in questo solco che si è svolta la terza edizione del Premio giornalistico nazionale a lui intitolato, promossa dall’Associazione Giornalisti Vesuviani. Un’iniziativa, quella andata in scena ieri mattina Cine Teatro Minerva di Boscoreale, nel napoletano, che non è solo commemorazione, ma scelta concreta di continuità ideale.

Una cerimonia partecipata

La manifestazione, introdotta e condotta dalla giornalista Gabriella Bellini, si è aperta con i saluti del Presidente dell’Associazione Giornalisti Vesuviani Antonio d’Errico e della Presidente onoraria Maria Carotenuto, moglie di Carmine.

Numerose le autorità istituzionali intervenute: Mario Casillo, Vicepresidente della Giunta regionale; i Sindaci di Boscoreale e Boscotrecase Pasquale Di Lauro e Pietro Carotenuto; il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Raffaele De Luca; il Giudice del tribunale di Torre Annunziata Maria Ausilia Sabatino.

Il Premio a Massimo Corcione

Momento centrale della mattinata è stata la consegna del Premio a Massimo Corcione, già Direttore di Sky Sport, premiato “per il suo contributo al racconto giornalistico dello sport e dei grandi eventi”.

Originario di Torre Annunziata, Corcione rappresenta quella capacità di affermarsi nel panorama nazionale senza perdere il legame con le proprie radici. Un tratto che richiama proprio l’esperienza di Alboretti: lo sguardo ampio, ma sempre ancorato alla comunità di provenienza. A consegnare il riconoscimento sono stati Maria Carotenuto, Antonio d’Errico e i componenti del direttivo dell’Associazione.

Consegnato il riconoscimento nazionale dedicato a Carmine Alboretti
Foto dalla pagina Facebook Associazione giornalisti vesuviani ‘Carmine Alboretti’

Menzione speciale a Gianfranco Coppola

Conferita anche una menzione speciale a Gianfranco Coppola, Presidente nazionale Ussi e Caporedattore della Tgr Campania.

Nella motivazione si è sottolineata la sua presenza costante sul campo, la capacità di analisi e l’attenzione alle dinamiche sociali e culturali delle comunità locali: qualità che incarnano pienamente l’idea di giornalismo che Alboretti ha sempre sostenuto.

Ai premiati è stata consegnata un’opera in pietra lavica progettata dal maestro Nello Collaro e realizzata dall’artigiano Luigi Biagio De Martino, simbolo identitario di un territorio che fa della propria storia e della propria materia viva un segno distintivo.

All’Isis ‘Graziani-Cesaro-Vesevu’” è stata inoltre conferita una targa di ringraziamento per la preziosa collaborazione.

Formazione e visione

Dopo la cerimonia la giornalista Mary Liguori ha moderato il corso di formazione dal titolo ‘Napoli capitale europea dello sport: comunicare i grandi eventi sportivi’, momento di approfondimento professionale che ha proiettato l’iniziativa verso le sfide future dell’informazione.

Ricordare Alboretti significa rinnovare un impegno: difendere un giornalismo serio, competente, capace di interpretare i cambiamenti senza inseguire le mode, radicato nei territori ma aperto al mondo.

Un’eredità preziosa che continua a orientare il lavoro di chi, anche sulle pagine de ‘La Discussione’, crede che informare sia prima di tutto una responsabilità civile.

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