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Bollette, decreto da 5 miliardi: fino a 315 euro alle famiglie fragili, sgravi alle imprese

Via libera del Consiglio dei ministri al piano contro il caro energia: bonus rafforzato per 2,7 milioni di nuclei, taglio degli oneri per oltre 4 milioni di aziende e stretta sugli Ets. Le critiche Codacons. Un miliardo alle Regioni colpite dal ciclone Harry
giovedì, 19 Febbraio 2026
3 minuti di lettura

Un pacchetto di oltre 5 miliardi introduce nuovi sostegni economici e interviene su alcune voci strutturali del costo dell’energia. Ecco quanto approvato ieri dal Consiglio dei ministri in merito al decreto legge energia con alcune misure destinate a ridurre il peso delle bollette per famiglie e imprese. A fornire i numeri relativi al rafforzamento del bonus sociale destinato ai nuclei più vulnerabili è stata la stessa Giorgia Meloni sùbito dopo la riunione di Palazzo Chigi, tramite i propri social, per un contributo che riguarda le famiglie con Isee fino a 10mila euro, soglia che sale a 20mila euro per i nuclei con almeno quattro figli: “Il primo capitolo del decreto riguarda il sostegno alle famiglie maggiormente in difficoltà. Garantiamo uno sconto sulla bolletta elettrica di 115 euro l’anno che si aggiunge ai 200 euro già previsti, per un totale di 315 euro”, le parole del Presidente del Consiglio. La platea stimata raggiunge circa 2,7 milioni di famiglie.

Taglio dei costi energetici per le imprese

Il decreto contiene anche un pacchetto di norme che incide sui costi del gas e punta a ridurre il prezzo finale dell’energia elettrica per famiglie e imprese. Secondo le stime fornite dal Governo, un artigiano o un piccolo ristoratore potrà ottenere una riduzione media superiore a 500 euro l’anno sulla bolletta elettrica e di circa 200 euro su quella del gas. Per le Pmi di dimensioni maggiori il beneficio stimato arriva fino a 9mila euro annui per l’elettricità e 10mila euro per il gas. Le imprese energivore, in particolare quelle ad alto consumo di gas, potranno registrare un taglio che supera i 220mila euro l’anno.

Uno dei pilastri del provvedimento riguarda gli oneri generali di sistema. Il Governo prevede il taglio dei tempi di pagamento degli oneri che le aziende energetiche versano allo Stato e dispone un aumento del 2% dell’Irap per le imprese che producono, distribuiscono e forniscono energia. Le risorse ottenute finanzieranno la riduzione degli oneri in bolletta per oltre 4 milioni di imprese.

Misure specifiche interessano anche i settori ad alto consumo di gas, come ceramica e vetro, con interventi sulle componenti di trasporto e su altre voci tariffarie.

ETS scorporati dal prezzo delle rinnovabili

Il decreto affronta anche il tema dei diritti Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione che incide sui costi delle produzioni più inquinanti. Secondo l’esecutivo il meccanismo attuale contribuisce ad alzare i prezzi dell’energia anche per le fonti rinnovabili che non sostengono quel costo. Il Governo intende scorporare il peso degli Ets dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili, come idroelettrico e solare, con l’obiettivo di ridurre il costo finale in bolletta. La norma richiede l’autorizzazione dell’Unione europea.

Rabbia Codacons

Dura la reazione del Codacons che ha espresso “totale insoddisfazione” per il decreto bollette. Secondo l’Associazione il bonus destinato alle famiglie fragili rappresenta solo un palliativo incapace di determinare un rapido calo delle tariffe di luce e gas. Anche le altre misure, ha aggiunto il Codacons, non offrono certezze su un reale abbattimento dei costi e potrebbero scontrarsi con possibili veti europei. Nel provvedimento, inoltre, mancherebbe una riduzione strutturale della tassazione in bolletta, che pesa in media per circa il 30% sulla spesa energetica degli italiani.

Autonomia

Sempre ieri il Consiglio dei ministri ha approvato gli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attuazione dell’autonomia differenziata prevista dalla legge 86 del 2024. Raggiante il Ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli che ha parlato di “traguardo storico” dato che per la prima volta il Cdm ha approvato uno schema di intesa preliminare, avviando un iter istituzionale formale. Il percorso prevede una fase di pareri: entro 60 giorni si esprime la Conferenza unificata, nei successivi 90 giorni le Camere formulano i propri atti di indirizzo. In seguito il Governo redige gli schemi di intesa definitiva e li trasmette alle Regioni interessate. Dopo l’approvazione regionale, il Consiglio dei ministri delibera l’intesa definitiva e presenta un disegno di legge alle Camere, che completano l’iter con il voto parlamentare.

Emergenza maltempo al Sud

Il Cdm ha approvato infine un decreto legge per fronteggiare i danni del ciclone che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna, oltre alla frana che ha interessato Niscemi: si tratta di oltre un miliardo e cento milioni di euro, dopo i primi cento milioni già stanziati. Lunedì lo stesso Premier aveva effettuato un sopralluogo nel comune nisseno e ha assicurato per il paese lo stanziamento di 150 milioni di euro per gli interventi necessari.

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