La scomparsa di Nancy Guthrie, 84 anni, madre della celebre anchor della NBC Savannah Guthrie, ha scosso gli Stati Uniti trasformandosi in un caso nazionale. Rapita nella notte tra il 31 gennaio e il 1° febbraio dalla sua abitazione nei pressi di Tucson, Arizona, l’anziana è diventata il fulcro di un’indagine complessa, alimentata da richieste di riscatto in criptovalute, video inquietanti e un coinvolgimento emotivo amplificato dalla notorietà della figlia. Le autorità hanno confermato la ricezione di messaggi anonimi contenenti richieste di pagamento in Bitcoin per la liberazione della donna, con cifre che oscillano tra 1 BTC e sei milioni di dollari, a seconda delle fonti. La famiglia Guthrie ha risposto pubblicamente, affidando ai social appelli accorati e dichiarando la disponibilità a pagare pur di riabbracciare Nancy. I video diffusi dai presunti rapitori mostrano dettagli sull’abbigliamento e le condizioni dell’anziana, suggerendo che sia ancora viva. Le indagini dell’FBI, coordinate con lo sceriffo della contea di Pima, si sono intensificate dopo il fermo di un sospettato, rilasciato poco dopo, e la diffusione di immagini di un uomo incappucciato che manomette le telecamere di sicurezza della villa. Il caso ha assunto una dimensione mediatica senza precedenti, complice la popolarità di Savannah Guthrie e la natura digitale del riscatto. La richiesta di Bitcoin ha sollevato interrogativi sulla vulnerabilità delle criptovalute in scenari criminali e sulla difficoltà di tracciarne i flussi. Anche il presidente Trump ha espresso solidarietà, mentre la comunità di Tucson si è mobilitata con veglie e iniziative di sostegno. A oggi, nonostante l’attenzione nazionale e gli sforzi investigativi, Nancy Guthrie non è stata ritrovata. Il caso resta aperto, sospeso tra angoscia familiare, pressione mediatica e una rete di indizi che non ha ancora portato alla svolta decisiva.



