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Mario Draghi, ex Presidente BCE

Draghi avverte l’Europa: “L’economia peggiora, servono scelte rapide sulla competitività”

Al vertice informale di Alden Biesen focus su mercato unico, energia e investimenti comuni. Letta rilancia l’integrazione, Meloni difende l’asse con Berlino e apre sugli eurobond pur tra divisioni. Costa: “Più competitività per la crescita dell’Europa”
venerdì, 13 Febbraio 2026
3 minuti di lettura

Un vertice, quello informale che ha visto ieri protagonisti i 27 leader dell’Unione europea al castello di Alden Biesen, in Belgio, con al centro due temi in particolare: il rafforzamento della competitività e del mercato unico, due argomenti fondamentali da ‘sciogliere’ al più presto per cercare di reagire, quanto prima, a un contesto internazionale segnato da tensioni commerciali (leggasi dazi), transizione energetica e rallentamento della crescita. Un convegno dunque attesissimo e che ha visto anche la partecipazione, tra gli altri, degli ex Presidenti del Consiglio Mario Draghi ed Enrico Letta, chiamati entrambi a offrire una valutazione sul futuro economico dell’Unione in vista del Consiglio europeo di marzo.

Quadro economico in peggioramento

Ed è stato proprio l’intervento dell’ex numero uno della Banca centrale europea quello più ‘potente’ e, nello stesso tempo, allarmante. Perché Draghi ha lanciato un nuovo allarme sul quadro economico europeo “che peggiora ed è quindi urgente agire”. Quasi un ultimatum quello dato ai leader dei Ventisette a cui comunque ha indicato alcune priorità operative: riduzione del costo dell’energia, integrazione più profonda del mercato unico, mobilitazione dei risparmi europei, possibilità di introdurre una preferenza europea in alcuni settori strategici e ricorso alle cooperazioni rafforzate per accelerare le decisioni quando l’unanimità rallenta il processo. Ma non solo, perché Draghi ha richiamato la necessità di nuovi investimenti sostenuti da strumenti comuni di debito, anche perché, dalla presentazione del rapporto sulla competitività, la situazione economica si è ulteriormente deteriorata e richiede risposte rapide.

Emmanuel Macron, Presidente della Francia, Friedrich Merz, Cancelliere della Repubblica Federale di Germania
Emmanuel Macron, Presidente della Francia, Friedrich Merz, Cancelliere della Repubblica Federale di Germania

Sul tema delle risorse comuni è intervenuto anche il Presidente francese Emmanuel Macron, secondo cui l’Europa ha bisogno di maggiore spesa pubblica, proveniente sia dal bilancio sia da strumenti finanziari innovativi. Il numero uno transalpino ha ricordato che l’emissione di debito comune destinata al sostegno dell’Ucraina rappresenta già un precedente concreto di integrazione finanziaria, aprendo la strada a ulteriori forme di intervento condiviso.

Capitolo mercato unico

Presente, come anticipato, anche Enrico Letta. Per lui la risposta principale alle tensioni commerciali globali può arrivare nel completamento del mercato unico: “È la nostra migliore risposta a Trump e il fondamento della nostra sovranità”, ha spiegato, per sostenere poi la necessità di passare da 27 mercati nazionali a uno solo nei settori strategici. Letta ha proposto un ‘One Market Act’fondato su tre pilastri verticali (energia, connettività e mercati finanziari) affiancati da fattori abilitanti orizzontali, con l’obiettivo di ottenere risultati concreti tra il 2026 e il 2028 e rafforzare la capacità competitiva dell’Unione.

Indicazioni politiche chiare

Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio
Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio

La riunione nel bel mezzo delle Fiandre è stata preceduta da un pre-summit sulla competitività promosso da Giorgia Meloni insieme al Cancelliere tedesco Friedrich Merz e al Premier belga Bart De Wever, con la partecipazione di numerosi Stati membri e della Presidente della Commissione europea Ursula von derLeyen. “È una giornata importante”, le parole del Primo Ministro che ha sùbito spiegato che l’obiettivo è fornire alla Commissione indicazioni politiche chiare anche per contenere il peso della burocrazia. Tra i temi indicati dall’Italia figurano i prezzi dell’energia, il funzionamento del mercato unico, la semplificazione normativa e le prospettive del settore automotive.

Il Premier ha inoltre sottolineato la convergenza con Berlino su diversi dossier economici e industriali, ma ha escluso categoricamente che il rafforzamento della collaborazione bilaterale abbia finalità escludenti: “Il motore italo-tedesco non è contro qualcun altro”, ha tenuto a precisare ricordando che nell’Unione le alleanze sono variabili e richiedono dialogo con tutti i partner. Sul dibattito relativo agli eurobond, il Presidente del Consiglio ha riconosciuto la natura divisiva del tema tra gli Stati membri, dichiarandosi personalmente favorevole, ma consapevole delle diverse posizioni presenti in Europa.

Le parole di Costa

Antonio Costa, Presidente del Consiglio europeo
Antonio Costa, Presidente del Consiglio europeo

Al termine del ritiro informale ha tenuto una conferenza stampa il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa il ha indicato le principali linee di lavoro condivise dai leader. Dalle discussioni è emersa l’urgenza di rafforzare la competitività dell’economia europea attraverso semplificazione normativa, completamento del mercato unico entro il 2026-2027 e introduzione di un quadro unico di regole per consentire alle imprese di operare senza barriere nei 27 Stati membri. I leader hanno inoltre espresso consenso sulla necessità di favorire investimenti e innovazione in settori strategici, affrontare il nodo dei prezzi dell’elettricità con misure concrete, proteggere le filiere industriali sensibili e ridurre le dipendenze esterne, mantenendo al tempo stesso una politica commerciale aperta. Centrale anche il tema degli investimenti, con l’obiettivo di mobilitare capitali privati attraverso l’Unione del risparmio e degli investimenti e di riflettere sul ruolo degli strumenti finanziari europei. Secondo Costa le decisioni operative saranno definite nel Consiglio europeo di marzo, con l’obiettivo di tradurre crescita economica, innovazione industriale, occupazione di qualità e sostenibilità dei costi in risultati concreti già nel corso del 2026.

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