“Lo sviluppo del nucleare sostenibile è una scelta strategica per rafforzare l’autonomia energetica dell’Italia, contenere i costi dell’energia e accelerare il percorso di decarbonizzazione. Ma, nell’immediato, servono interventi concreti per alleggerire il peso delle bollette sulle imprese”. È l’appello di Giovanni Acampora, esponente della Giunta di Confcommercio con incarico alla transizione ecologica, intervenendo in audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame dei progetti di legge sull’energia nucleare sostenibile.
Nucleare soluzione pulita e sicura
Secondo Confcommercio, il nucleare avanzato – basato su tecnologie moderne e a ridotto impatto emissivo – rappresenta una soluzione pulita e sicura, complementare alle fonti rinnovabili, capace di rafforzare la stabilità del sistema energetico nazionale e di ridurre la dipendenza dall’estero.
Chiarezza e tempi sugli interventi
In questa prospettiva, Acampora ha sottolineato la necessità che i decreti attuativi previsti dal disegno di legge delega definiscano con chiarezza tempi, costi e responsabilità degli interventi, garantendo trasparenza e sostenibilità economica e scongiurando ricadute sulle bollette delle imprese. Centrale anche il tema della governance: i processi decisionali dovranno essere trasparenti e partecipati, con il pieno coinvolgimento delle associazioni di rappresentanza, delle amministrazioni locali e dei territori, soprattutto nelle scelte relative alla localizzazione delle nuove infrastrutture.
Urgente intervenire sul caro energia
Se nel medio-lungo periodo il nucleare sostenibile può rappresentare una strada percorribile, nel breve termine resta però urgente intervenire sul caro-energia. Confcommercio chiede di contenere le tariffe e di rivedere gli oneri generali di sistema, che incidono mediamente per il 20% sull’importo complessivo della bolletta elettrica delle imprese del terziario.
Puntare su autoproduzione e rinnovabili
Parallelamente, l’associazione sollecita misure di sostegno agli investimenti in efficienza energetica, autoproduzione e diffusione delle rinnovabili su piccola scala, anche attraverso sistemi di accumulo e strumenti di mercato come i contratti di lungo periodo, utili a garantire maggiore stabilità e prevedibilità dei costi.
Costi insostenibili per le imprese
A rendere ancora più urgente un intervento sono i dati dell’Osservatorio Confcommercio Energia: nel 2025 la bolletta elettrica per le imprese del terziario di mercato è aumentata del 28,8% rispetto al 2019, mentre quella del gas è cresciuta del 70,4%. Prezzi ancora troppo elevati, soprattutto considerando che nei Paesi che adottano la fonte nucleare, come Francia e Spagna, nel 2025 il costo dell’energia elettrica risulta quasi dell’80% inferiore rispetto a quello italiano.



