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Tv, 8,7 milioni di spettatori medi al giorno nel 2025: ascolti quasi stabili, streaming al 18,8%

martedì, 10 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Presentato questa mattina alla Camera, nel corso dell’evento ‘Le sfide dello streamcasting’, l’Annuario 2025 della televisione italiana di Auditel. Il dato principale che ne è venuto fuori è che il consumo televisivo in Italia resta sostanzialmente stabile nel confronto con la stagione precedente, sostenuto anche dalla visione su dispositivi diversi dal televisore tradizionale.

Passiamo ai dati: tra settembre 2024 e maggio 2025 la total audience registra una media di 8,73 milioni di spettatori giornalieri, con un calo contenuto dell’1,2%, mentre nel prime time gli spettatori sono 19,6 milioni (-1,4%). Comunque la tv lineare mantiene un ruolo centrale nonostante l’espansione dell’offerta video tra streaming, piattaforme online e social: nel 2025 si attestano quasi 3 ore e 20 minuti di visione quotidiana media, oltre 35 milioni di contatti e più di 7,6 milioni di spettatori medi nel corso della giornata, con una riduzione limitata rispetto al 2024 (-2,7%). L’ascolto non riconosciuto legato a streaming, browsing e gaming resta stabile a poco più di 1,7 milioni di spettatori medi giornalieri, mentre in prima serata i canali tv raccolgono oltre 17,7 milioni di spettatori contro circa 3,9 milioni degli altri consumi.

Lo streaming cresce lievemente e rappresenta il 18,8% del consumo complessivo. Intanto le smart tv superano per la prima volta il 50% del parco televisivo con 22,2 milioni di unità. Sul piano dei contenuti aumentano factual e game show, mentre rallenta la produzione scripted originale, in calo sia sui canali free sia sulle piattaforme pay.

Cambiamenti sociali

Nel corso della mattinata alla Camera ha preso parola, tra gli altri, il Presidente Auditel Lorenzo Sassoli de Bianchi il quale ha sostenuto che la televisione continua a riflettere i cambiamenti sociali e, pur in un contesto frammentato e multipiattaforma, resta uno spazio centrale di condivisione, che richiede una responsabilità comune di editori, istituzioni e organismi di garanzia per affrontare l’evoluzione del sistema mediale.

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