0

Coldiretti: “Cancellare la norma sull’ultima trasformazione sostanziale”

Mobilitazione contro il codice doganale che penalizza le imprese agricole, inganna i consumatori e danneggia il Made in Italy
martedì, 10 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Occorre cancellare l’attuale norma sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale europeo, che pesa sull’economia delle imprese agricole italiane in termini di reddito e opportunità di export e rappresenta un vero e proprio inganno per i cittadini consumatori. È l’appello lanciato dalla Coldiretti in occasione della mobilitazione che ha visto la partecipazione di quasi 3mila agricoltori al Palageox di Padova, insieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan.

Uno scandalo contro gli agricoltori

Una battaglia fondamentale, quella portata avanti dalla principale organizzazione agricola italiana, contro uno scandalo che esercita una pressione al ribasso sui prezzi riconosciuti agli agricoltori e danneggia gravemente l’immagine del Made in Italy sui mercati internazionali.

Inganni del codice doganale

Per l’occasione, ricorda la Coldiretti è stata allestita la mostra “Gli inganni del codice doganale”, con l’obiettivo di svelare i meccanismi che consentono a prodotti stranieri, spesso di provenienza extra Ue e di bassa qualità, di essere “italianizzati” attraverso lavorazioni minime. Interventi consentiti dalla regola dell’ultima trasformazione sostanziale, che permettono poi l’esportazione di questi alimenti come falsi prodotti Made in Italy.

Pollo sudamericano e prosciutti “tricolori”

Tra gli esempi più eclatanti, i petti di pollo provenienti dal Sudamerica che, dopo una semplice panatura o la trasformazione in crocchette, vengono esportati come italiani. Così come le cosce di maiale olandesi o danesi che, una volta salate e stagionate, diventano improvvisamente prosciutti “tricolori”. Stessa sorte per l’ortofrutta trasformata – dai carciofini sottolio di origine egiziana ai succhi di frutta – che grazie a una lavorazione finale in Italia può essere venduta sui mercati europei come prodotto nazionale.

Latte straniero, grano canadese e pomodoro cinese

L’inganno del codice doganale riguarda anche prodotti per i quali in Italia è previsto l’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta, ma non nel resto d’Europa. È il caso della mozzarella realizzata con latte tedesco o polacco, o addirittura con cagliata ucraina, che può essere commercializzata all’estero come Made in Italy. Lo stesso vale per i sughi ottenuti da concentrato di pomodoro cinese o per la pasta prodotta con grano canadese trattato con glifosato.

Italian sounding e danni alle Dop

Una distorsione normativa consentita dall’Unione Europea che si somma al fenomeno dell’Italian sounding, il cui giro d’affari all’estero ha raggiunto il valore record di 120 miliardi di euro. Un danno che colpisce tutte le produzioni simbolo del Made in Italy, a partire da quelle a Denominazione di origine. In cima alla classifica dei prodotti più contraffatti ci sono i formaggi, comprese Dop venete come Grana Padano, Provolone e Asiago, seguiti dai salumi, dall’olio extravergine di oliva, dalle conserve e dai prodotti ortofrutticoli.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Women in Export” premiato al “We Make Future”

Il primo business network femminile italiano nell’ambito dell’export promosso da…

“Salviamo api e agricoltori”, firme contro i pesticidi

Primavere fredde e piovose a causa dei cambiamenti climatici e uso sconsiderato e…