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Sergey Lavrov, Ministro esteri Russia

Attentato Alexeyev, Mosca diffonde la confessione dei sospetti: “Agivamo per conto dei servizi ucraini”

Polonia coinvolta secondo il Cremlino. Kiev respinge le accuse, Varsavia non commenta. Lavrov attacca Washington: “Impegni traditi dopo il vertice in Alaska”. Attacchi russi colpiscono aree civili a Kharkiv e Odessa.
martedì, 10 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

A Mosca, il Servizio federale di sicurezza russo (Fsb) ha attribuito all’Ucraina il tentato omicidio del tenente generale Vladimir Alexeyev, vicecapo dell’intelligence militare (Gru), ferito venerdì e ora ricoverato dopo un intervento chirurgico. Secondo i servizi russi, due uomini arrestati avrebbero “confessato” di aver agito su ordine dei servizi di sicurezza ucraini (Sbu). In una videoconfessione diffusa dall’Fsb, Lyubomir Korba ha dichiarato di essere stato reclutato nel 2025, addestrato a Kiev e incaricato di uccidere il generale in cambio di 30 mila dollari. Un secondo sospettato, Viktor Vasin, avrebbe fornito supporto logistico. Kiev ha respinto ogni coinvolgimento, mentre Mosca ha chiamato in causa anche l’intelligence polacca nel presunto reclutamento. Varsavia non ha commentato. Le modalità della confessione hanno sollevato interrogativi internazionali sulla possibilità che sia stata resa sotto costrizione.

Lavrov: “Usa inaffidabili, Nato e Ue obsolete”

Sul piano politico, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha attaccato duramente Stati Uniti, Nato e Unione europea. In un’intervista, ha sostenuto che “l’Ue e la Nato stanno diventando strutture obsolete” e che Washington non avrebbe rispettato gli impegni assunti nel vertice con Vladimir Putin in Alaska. “Avevamo accettato le proposte avanzate dagli Stati Uniti, ma nella pratica è accaduto l’opposto”, ha affermato, citando nuove sanzioni e quella che Mosca definisce una “guerra contro le petroliere russe”. Parallelamente, sul piano internazionale, l’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov ha elogiato Roma per la scelta di non considerarsi in guerra con Mosca, parlando di “saggezza” nel rifiuto di inviare truppe. Parole accompagnate però da dure critiche alle sanzioni europee e al sostegno a Kiev.

Ue verso il 20° pacchetto e allarme baltico

A Bruxelles, intanto, il Comitato dei rappresentanti permanenti dell’Ue (Coreper) ha avviato ieri il primo confronto sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. La presidenza cipriota punta a una rapida adozione in vista del quarto anniversario dell’invasione. Tra le novità, la proposta di includere per la prima volta porti di Paesi terzi utilizzati per il transito di petrolio russo, tra cui uno in Georgia e uno in Indonesia. Infine, un rapporto presentato alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco avverte che la Russia si starebbe preparando a una possibile “guerra regionale” nell’area baltica entro due anni da un eventuale cessate il fuoco in Ucraina, intensificando nel frattempo operazioni ibride e atti di sabotaggio in Europa. Un quadro che rafforza la sensazione di uno scontro destinato a protrarsi ben oltre il campo di battaglia ucraino.

Raid russi su Kharkiv e Odessa

Sul terreno, i combattimenti non si fermano. Nella regione ucraina di Kharkiv, un drone russo ha colpito un’abitazione in un’area residenziale: sono morti una donna e suo figlio di dieci anni. Attacchi con droni hanno colpito anche la regione di Odessa, causando vittime e danni a edifici civili. Kiev denuncia inoltre nuovi bombardamenti sulle infrastrutture ferroviarie nel nord del Paese e attacchi ripetuti agli impianti energetici e del gas. Il presidente Volodymyr Zelensky ha riferito che oltre 1.400 edifici residenziali di Kiev restano senza riscaldamento, mentre in diverse aree le temperature notturne scendono sotto i meno quindici gradi. Dall’altra parte del confine, la Russia accusa l’Ucraina di aver colpito la regione di Belgorod. Secondo le autorità locali, circa centomila persone sono rimaste senza acqua a causa di danni alle infrastrutture elettriche provocati dai bombardamenti.

L’intervento umanitario del Papa

In questo contesto, Papa Leone XIV ha inviato 80 generatori elettrici in Ucraina tramite l’Elemosineria apostolica, per far fronte all’emergenza energetica e al gelo. “Le conseguenze dei bombardamenti colpiscono anche le infrastrutture energetiche”, aveva detto il Pontefice nei giorni scorsi.

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