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Ucraina, massicci attacchi russi alle infrastrutture energetiche e stallo sui negoziati

Oltre 400 droni e 40 missili contro la rete elettrica e impianti legati al nucleare. Washington punta alla fine della guerra entro giugno: previsti nuovi colloqui trilaterali a Miami. Trump cancella i dazi all’India sul petrolio russo.
domenica, 8 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

La guerra in Ucraina resta sospesa tra pressione militare, diplomazia incerta e segnali contraddittori provenienti da Washington e Mosca. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato una nuova ondata di attacchi russi contro infrastrutture energetiche strategiche, affermando che sono stati colpiti impianti da cui dipende il funzionamento delle centrali nucleari. Secondo il suo videomessaggio serale, alcune unità hanno ridotto la produzione e un reattore è stato spento automaticamente. Le forze russe hanno impiegato oltre 400 droni e circa 40 missili contro la rete elettrica ucraina, causando blackout diffusi e spingendo Kiev a valutare importazioni di energia dalla Polonia. “È un livello di attacco che nessun terrorista al mondo si è mai permesso”, ha dichiarato Zelensky, avvertendo che i raid rappresentano un rischio non solo per l’Ucraina ma per l’intera regione europea. Le conseguenze operative sono state confermate anche dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che ha segnalato interruzioni delle sottostazioni e una riduzione della produzione nucleare. Nella regione di Rivne, il governatore ha riferito di un morto e due feriti negli ultimi bombardamenti.

Negoziati

Sul fronte negoziale, Zelensky ha confermato nuovi incontri tra delegazioni russe e ucraine negli Stati Uniti la prossima settimana, probabilmente a Miami. Washington, ha spiegato, punta alla fine della guerra “entro giugno”, con colloqui trilaterali già programmati. Restano però bloccate le questioni territoriali, ferme anche ad Abu Dhabi. “Le questioni più difficili possono essere risolte solo a livello dei leader”, ha affermato, ribadendo la disponibilità a un formato con Stati Uniti e Russia. Kiev insiste sul principio “restiamo dove siamo” come base per il cessate il fuoco, respingendo l’ipotesi di zone economiche speciali nel Donbass. Sullo sfondo pesa la scadenza, il 5 febbraio, del trattato New START sul controllo delle armi nucleari. Da Washington arrivano segnali ambigui: Donald Trump ha parlato di “colloqui positivi” e ha annullato i dazi aggiuntivi del 25 per cento all’India per l’acquisto di petrolio russo. Zelensky ha però avvertito che eventuali accordi economici bilaterali tra Stati Uniti e Russia, stimati fino a 12 trilioni di dollari, “non possono includere decisioni sull’Ucraina senza l’Ucraina”.

I partner europei

Sul piano diplomatico, Kiev ha intensificato i contatti con i partner europei. Zelensky ha incontrato la ministra francese delle Forze armate Catherine Vautrin, annunciando il rafforzamento della difesa aerea e l’ampliamento dell’aviazione militare con velivoli francesi. “È fondamentale garantire la stabilità della nostra difesa aerea sullo sfondo dei massicci attacchi russi al settore energetico”, ha scritto il presidente, richiamando anche le iniziative europee nel quadro del programma SAFE. Parallelamente, il Guardian ha riferito che il Regno Unito sta valutando il sequestro di una petroliera della cosiddetta flotta ombra russa, mentre in Polonia due aeroporti sono stati temporaneamente chiusi e poi riaperti dopo operazioni di sorveglianza aerea della Nato in seguito agli attacchi russi notturni.

Isw: Mosca prepara un’offensiva

Sul piano militare, il centro studi americano Institute for the Study of War ritiene che Mosca stia preparando un’offensiva per l’estate 2026, con Sloviansk tra gli obiettivi principali, ma con riserve limitate e probabilmente insufficienti per un’operazione su larga scala. Kiev avrebbe intanto costretto le forze russe a redistribuire uomini e mezzi. L’intelligence ucraina ha rivendicato attacchi con droni contro un deposito petrolifero nella regione di Saratov e contro uno stabilimento a Tver che produce componenti per il carburante dei missili da crociera. “Anche una chiusura temporanea riduce la capacità del nemico di mantenere l’intensità dei bombardamenti”, ha dichiarato una fonte della sicurezza ucraina. Zelensky ha infine ipotizzato che il Cremlino stia valutando una pausa operativa per le difficoltà di bilancio, avvertendo del rischio di un coinvolgimento della Bielorussia. Sullo sfondo resta l’appello per una tregua olimpica, mentre un comandante ucraino citato da Politico ha osservato che il rallentamento dell’offensiva russa sarebbe legato anche alla limitazione dell’uso di Starlink: “Ora si muovono come gattini ciechi”.

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