Otto agenti della polizia di Toronto sono stati incriminati con accuse che vanno dalla corruzione alla complicità in attività legate alla criminalità organizzata, in uno dei più gravi scandali che abbia colpito le forze dell’ordine canadesi negli ultimi anni. L’indagine, condotta dall’Unità per l’Integrità Professionale dell’Ontario, ha portato alla luce un presunto sistema di favori, omissioni e scambi di informazioni sensibili con gruppi criminali attivi nell’area metropolitana. Secondo gli inquirenti, gli agenti avrebbero manipolato rapporti interni, interferito con indagini in corso e fornito copertura a figure legate al traffico di droga e al riciclaggio di denaro. In alcuni casi, avrebbero avvertito membri di organizzazioni criminali di imminenti operazioni di polizia, compromettendo mesi di lavoro investigativo. Le autorità parlano di “un tradimento della fiducia pubblica” e di un danno reputazionale difficile da quantificare. Il capo della polizia di Toronto, visibilmente teso durante la conferenza stampa, ha definito le accuse “profondamente inquietanti” e ha assicurato che il corpo collaborerà pienamente con la magistratura. Gli agenti coinvolti sono stati sospesi con effetto immediato, mentre ulteriori verifiche interne potrebbero portare ad altre misure disciplinari. La notizia ha scosso una città che negli ultimi anni ha investito molto nel rafforzamento della trasparenza e nella ricostruzione del rapporto tra forze dell’ordine e comunità. Gruppi civici e associazioni per i diritti civili chiedono ora un’indagine indipendente più ampia, temendo che il caso possa essere solo la punta dell’iceberg. Per la polizia di Toronto, già sotto pressione per la gestione di episodi controversi, lo scandalo rappresenta un banco di prova cruciale. La sfida sarà dimostrare che le responsabilità sono individuali e non il sintomo di un problema sistemico, in un momento in cui la fiducia pubblica è più fragile che mai.



