Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha reagito con forza alle nuove citazioni del suo nome emerse nei documenti legati al caso Epstein, definendo “totalmente false” le insinuazioni su una sua presunta presenza nell’isola privata del finanziere. Durante un punto stampa alla Casa Bianca, Trump ha dichiarato: “Non sono mai stato sulla sua isola, mai. È una menzogna assoluta”. Ha poi annunciato l’intenzione di avviare azioni legali contro chi, a suo dire, continua a diffondere affermazioni infondate. Le dichiarazioni arrivano dopo la pubblicazione di una nuova serie di documenti giudiziari che include riferimenti a numerose personalità pubbliche. Le menzioni, come ricordano gli analisti, non equivalgono a un’accusa formale, ma alimentano un dibattito che da anni accompagna il caso Epstein e la sua vasta rete di contatti. Trump ha insistito sul fatto di aver interrotto ogni rapporto con Epstein “molto tempo fa”, definendo la vicenda “una campagna diffamatoria orchestrata”. La reazione del presidente ha immediatamente polarizzato il dibattito politico e mediatico. I suoi sostenitori parlano di un attacco politico mirato, mentre i critici chiedono maggiore trasparenza e chiarezza su tutti i nomi citati nei documenti. Gli esperti legali sottolineano che eventuali querele dovranno dimostrare non solo la falsità delle affermazioni, ma anche l’intento diffamatorio, un percorso complesso in un caso già estremamente mediatizzato. Intanto, la desecretazione dei file continua a rivelare nuovi dettagli e a coinvolgere figure di primo piano della politica, dell’economia e dello spettacolo. Il caso Epstein, nonostante gli anni trascorsi, resta uno dei più controversi e divisivi della scena pubblica americana, capace di riaccendere tensioni e sospetti a ogni nuovo documento reso pubblico.



