Quella di ieri è stata una giornata che le atlete e gli atleti paralimpici italiani vincitori di medaglie d’oro ai Campionati del Mondo, ai Global Games e alle Deaflympics nel 2025 non dimenticheranno mai. Già, perché sono stati accolti al Quirinale (nel Salone delle Feste per la precisione) da Sergio Mattarella. Circa una sessantina gli atleti presenti per un totale di 97 ori, 72 argenti e 63 bronzi. Niente male, insomma. E il Presidente della Repubblica nel suo discorso ha voluto sùbito parlare dei sacrifici che questi sportivi ‘mettono in campo’ per la loro preparazione: “Alle spalle di qualsiasi atleta, olimpico e paralimpico, c’è un lungo percorso di avvicinamento fatto di rinunce e sacrifici, è la testimonianza dell’impegno che fa superare le difficoltà” le prime parole del Capo dello Stato che chiaramente ha colto la palla al balzo per porre l’accento sulle oramai imminenti Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina, al via il 6 marzo con la cerimonia di apertura a Verona, che vedrà proprio la sua presenza.
Molto da fare

“C’è molto da fare ancora e lo sguardo è sul futuro, a quello vicino, cioè alle Paralimpiadi. Sarà un appuntamento importante che sarà seguito dai nostri concittadini e da tutto il mondo. Ci vedremo a Verona. Sarà un elemento di civiltà, che spinge molti ragazzi e ragazze ad impegnarsi nello sport paralimpico, ed è un’esortazione a fare quel che avete fatto voi. Per tutti gli atleti c’è un continuo sforzo a superare i limiti e a fare sempre meglio. Questo crea uno spirito di competizione con sé stessi, il più importante che ci possa essere, producendo un grande contributo al nostro Paese e alla sua crescita civile”. Un esempio che, secondo Mattarella, ha un effetto diretto sulle nuove generazioni: “Il vostro esempio spingerà molte ragazze e molti ragazzi a impegnarsi nello sport paralimpico”. Non solo per vincere, ma per imparare a credere in sé stessi, ad affrontare gli ostacoli, a riconoscere il valore dell’impegno. “Vi sono accanto non solo per le competizioni, ma anche per questo messaggio che lanciate”, ha aggiunto, per poi ribadire la vicinanza della Presidenza della Repubblica a un progetto che definisce “grande” e che va “sviluppato sempre di più”. Un progetto che, per il Presidente, parla di inclusione, rispetto, dignità e partecipazione.
Rispetto e tolleranza
La legacy di Milano-Cortina sarà il “miglioramento del nostro Paese e della nostra cultura, con coscienze inclini al rispetto, alla tolleranza e ai grandi principi dello sport italiano, sia olimpico che paralimpico”, ha spiegato il Presidente del Cip Marco Giunio De Sanctis che ha ricordato tutti gli atleti “che svolgono gare con lo stesso impegno dei campioni presenti, ma non sono inseriti nel perimetro sportivo paralimpico” determinato dal comitato internazionale.

A prendere la parola anche due campionissimi. Marco Cicchetti, due volte medaglia d’oro mondiale nell’atletica leggera paralimpica e la campionessa Viola Scotto di Carlo, vincitrice di undici medaglie (di cui sei d’oro) alle Deaflympics di Tokyo, i Giochi Olimpici per sordi. “Lo sport con i suoi valori è in grado di superare ostacoli e abbattere barriere, nel nostro caso di comunicazione”, ha spiegato Scotto di Carlo. “Essere qui è un’emozione profonda, quei tempi e quelle misure raccontano solo una parte della nostra storia. Dietro ci sono sacrifici e persone”, ha ricordato Cicchetti.



