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Gaza, parte la seconda fase del piano Usa. Trump nomina il generale Jeffers alla guida della forza internazionale

Presidente USA: “trasformiamo sogni in realtà”. Rubio e Blair tra i consiglieri del “board of Peace”, invitati anche Erdogan e al-Sisi. Il comitato tecnico palestinese avvia i lavori al Cairo. Continua la crisi umanitaria, morta di freddo un’altra neonata
domenica, 18 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

La seconda fase del piano statunitense per Gaza entra formalmente in funzione mentre sul terreno la crisi umanitaria continua ad aggravarsi. La Casa Bianca ha annunciato la nomina del generale statunitense Jasper Jeffers a comandante della Forza Internazionale di Stabilizzazione (Isf), incaricata di “garantire la sicurezza, preservare la pace e creare un ambiente duraturo libero dal terrorismo”. Secondo la nota ufficiale, Jeffers guiderà le operazioni di sicurezza, sosterrà “la completa smilitarizzazione” e consentirà “la consegna sicura degli aiuti umanitari e dei materiali per la ricostruzione”. Non sono stati però resi noti né la composizione multinazionale della forza né i Paesi che vi prenderanno parte, un aspetto che resta uno dei principali nodi politici e operativi del piano. Parallelamente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito la composizione iniziale del Board of Peace, l’organismo politico-strategico chiamato a supervisionare la transizione della Striscia dal conflitto alla ricostruzione. Tra i sette consiglieri esecutivi figurano il segretario di Stato Marco Rubio, l’ex premier britannico Tony Blair, l’inviato speciale Usa Steve Witkoff, il genero del presidente Jared Kushner, l’amministratore delegato di Apollo Global Management Marc Rowan, il presidente della Banca mondiale Ajay Banga e Robert Gabriel. Nella composizione iniziale del Board non figurano donne, un elemento già segnalato da diversi osservatori internazionali. Secondo la Casa Bianca, “ogni membro del Consiglio esecutivo supervisionerà un portafoglio definito, fondamentale per la stabilizzazione e il successo a lungo termine di Gaza”, che includerà governance, ricostruzione, investimenti e mobilitazione di capitali. Il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov ricoprirà il ruolo di Alto rappresentante per Gaza e fungerà da collegamento operativo sul terreno. Nel frattempo, il neocostituito Comitato nazionale palestinese per l’amministrazione di Gaza (Ncag), composto da 15 tecnici palestinesi, ha avviato i lavori al Cairo. Alla riunione hanno partecipato Kushner e Mladenov. Un membro del comitato ha spiegato all’Afp che “la priorità saranno i servizi pubblici, non saremo coinvolti in politica”, aggiungendo che l’obiettivo è recarsi a Gaza “la prossima settimana o quella successiva”. In Israele, l’annuncio statunitense ha suscitato forti reazioni politiche. Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha definito il nuovo Consiglio “un completo fallimento politico del governo Netanyahu”, scrivendo che “se non promuovete la soluzione egiziana con gli Stati Uniti e il mondo, finirete con la Turchia e il Qatar a Gaza”.

Gli inviti di Trump a Erdogan e al-Sisi

Sul piano diplomatico, Trump ha esteso gli inviti a diversi leader regionali e internazionali. La presidenza turca ha confermato che il presidente Recep Tayyip Erdogan è stato invitato come membro fondatore del Board. Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha riferito che anche Abdel Fattah al-Sisi è stato coinvolto, ricordando che il Consiglio di pace è previsto dalla Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “Stiamo esaminando tutti i documenti ricevuti”, ha dichiarato. Il presidente argentino Javier Milei ha pubblicato su X la lettera di invito inviata da Trump, in cui il presidente americano parla di “un momento per trasformare i sogni in realtà” e di “uno sforzo storico e grandioso per consolidare la pace in Medio Oriente”.

Emergenza umanitaria

La situazione umanitaria nella Striscia resta drammatica. Ieri l’agenzia palestinese Wafa ha riferito che una neonata di 27 giorni, Aisha Ayesh al-Agha, è morta per il freddo a Khan Younis. Il numero dei bambini deceduti per ipotermia dall’inizio della stagione è salito a otto, in un contesto segnato dalla carenza di aiuti, combustibile e alloggi adeguati. Le fonti mediche parlano di una popolazione costretta a vivere in tende “fragili e inadatte a resistere al freddo”. Sul fronte militare, l’Idf ha annunciato di aver intercettato due droni entrati nello spazio aereo israeliano da ovest, che trasportavano sei fucili M-16. In Siria, infine, l’esercito di Damasco ha comunicato di essere entrato in aree a est di Aleppo dopo il ritiro concordato delle forze curde, segnando un ulteriore riassestamento degli equilibri regionali mentre prende forma la nuova architettura internazionale per Gaza.

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