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Banche, a dicembre prestiti in crescita del 2,3% e sofferenze ai minimi dal 2015

sabato, 17 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

I prestiti a imprese e famiglie tornano a crescere con maggiore intensità. A dicembre, secondo il Rapporto mensile dell’Abi, l’ammontare complessivo dei finanziamenti è aumentato del 2,3% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,1% registrato a novembre. Nel mese precedente i prestiti alle famiglie avevano segnato un +2,3%, mentre quelli alle imprese un +1,8%. Per le famiglie si tratta del dodicesimo mese consecutivo di crescita dei finanziamenti, mentre per le imprese l’incremento prosegue da sei mesi. Il tasso medio sul totale dei prestiti, considerando quelli sottoscritti negli anni, è rimasto invariato al 3,97%.
Diversa la dinamica per le nuove operazioni. Il tasso medio sui mutui per l’acquisto di abitazioni si è attestato al 3,37%, in aumento rispetto al 3,30% di novembre, ma in netto calo rispetto al 4,42% di dicembre 2023. Il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese è stato pari al 3,64%, contro il 3,52% del mese precedente e il 5,45% registrato a dicembre 2023.

Raccolta indiretta

Sul fronte della raccolta, quella indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha segnato un incremento di 106,5 miliardi tra novembre 2024 e novembre 2025. Di questi, 35,7 miliardi riguardano le famiglie, 19 miliardi le imprese, mentre la parte restante è riconducibile agli altri settori, comprese imprese finanziarie, assicurazioni e pubblica amministrazione. La raccolta diretta complessiva, che comprende depositi della clientela residente e obbligazioni, a dicembre 2025 è aumentata del 2,0% su base annua, dopo il +2,6% di novembre. I depositi, nelle diverse forme, sono cresciuti del 2,1% su base annua, in rallentamento rispetto al +2,7% del mese precedente. La raccolta a medio e lungo termine tramite obbligazioni ha mostrato un incremento dell’1,1% rispetto a un anno prima, contro il +1,9% di novembre.
Il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita, come certificati di deposito e depositi vincolati, a dicembre 2025 è stato del 2,14%. A novembre il valore italiano risultava superiore alla media dell’area euro, pari all’1,88%. Rispetto a giugno 2022, quando il tasso era allo 0,29%, l’aumento complessivo è stato di 185 punti base.

Obbligazioni bancarie

Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso a dicembre 2025 si è attestato al 2,39%. Il tasso medio sul totale dei depositi, che comprende certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti, è rimasto invariato allo 0,63%, a fronte dello 0,32% di giugno 2022. Il tasso sui conti correnti è salito allo 0,29%, dal precedente 0,28%, mentre a giugno 2022 era pari allo 0,02%. Sul versante della qualità del credito, a novembre 2025 i crediti deteriorati netti ammontavano a 29,7 miliardi di euro, in calo rispetto ai 30,1 miliardi di giugno 2025 e ai 31,3 miliardi di dicembre 2024. Il confronto con il picco raggiunto nel 2015, pari a 196,3 miliardi, mostra una riduzione di circa 167 miliardi.
Sempre a novembre 2025, i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,42% del totale dei crediti, in diminuzione rispetto all’1,46% di giugno 2025 e all’1,51% di dicembre 2024. Il dato resta distante dal 9,8% registrato a dicembre 2015.

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