I salari in Italia continuano a crescere troppo lentamente e non riescono a garantire, soprattutto ai giovani, la possibilità di costruire un futuro stabile. A certificarlo sono i dati ufficiali, che confermano una situazione da tempo denunciata dalle organizzazioni sindacali. Una condizione che rischia di alimentare ulteriormente la fuga di talenti all’estero, impoverendo il tessuto economico e sociale del Paese. “I dati ufficiali certificano ciò che come organizzazione sindacale denunciamo da tempo: i salari in Italia non crescono in misura sufficiente e non consentono, soprattutto alle giovani generazioni, di costruire un progetto di vita stabile. È inaccettabile che il talento e le competenze formate nel nostro Paese continuino a essere valorizzate altrove», afferma Francesco Prudenzano, Segretario generale di Confintesa.
Secondo Prudenzano la risposta a questa criticità deve partire dal rafforzamento della contrattazione collettiva, con un’attenzione particolare alla contrattazione di secondo livello, sia aziendale sia territoriale. “Una risposta concreta deve partire dal rafforzamento della contrattazione collettiva, con particolare riferimento alla contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale, quale strumento fondamentale per redistribuire produttività, innovazione e risultati economici”, sottolinea.
La contrattazione
Il Segretario generale ribadisce come la contrattazione rappresenti il luogo privilegiato per intercettare i bisogni reali di lavoratori e imprese e per costruire soluzioni capaci di migliorare le retribuzioni senza compromettere la competitività del sistema produttivo. “Occorre dare molto più spazio alla contrattazione – prosegue Prudenzano – perché è lì che si possono intercettare le reali esigenze di lavoratori e imprese, migliorare le retribuzioni e legarle ai risultati, senza penalizzare la competitività”.



