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Confartigianato: UE–Mercosur, opportunità da 7,6 miliardi per l’export italiano – Copy

Granelli: bene l’accordo, ma servono strumenti concreti per accompagnare le Pmi sui mercati sudamericani
giovedì, 15 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

L’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur apre nuove prospettive per l’export italiano, che nei quattro Paesi fondatori dell’area – Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay – vale complessivamente 7,6 miliardi di euro, con una crescita del +2,9% tra ottobre 2024 e ottobre 2025. L’Italia si conferma secondo esportatore europeo nell’area, con una quota del 13,8% sui 55,3 miliardi di euro di vendite UE.

Negoziati lunghi 25 anni

A sottolinearlo è Confartigianato Imprese, che accoglie positivamente l’intesa ratificata dopo 25 anni di negoziati, evidenziando tuttavia la necessità di accompagnare micro, piccole e medie imprese per consentire loro di cogliere in modo concreto le opportunità offerte dai mercati sudamericani.

Pmi e Made in Italy

Nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – moda, legno-arredo, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria – l’export italiano nel Mercosur raggiunge 1 miliardo di euro, pari al 17,1% delle esportazioni europee in questi comparti. Un dato che conferma il peso strategico dell’artigianato e delle Pmi nel Made in Italy.

Occasione storica

L’accordo UE–Mercosur rappresenta un’occasione storica per il Made in Italy e per l’artigianato”, afferma il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, “ma alle Pmi servono strumenti dedicati: credito, garanzie, formazione e servizi di supporto all’internazionalizzazione”.

Gli Stati interessati

L’export italiano nell’area è fortemente concentrato in Brasile, che assorbe 5,9 miliardi di euro di vendite, seguito da Argentina (1,2 miliardi), Uruguay (368 milioni) e Paraguay (102 milioni).

I comparti chiave

La liberalizzazione di oltre il 90% delle linee tariffarie interesserà comparti chiave per l’artigianato italiano, dalla meccanica strumentale alla moda, dall’oreficeria all’arredo. In particolare, l’eliminazione dei dazi – oggi spesso elevati – può aprire nuovi spazi competitivi per le imprese orafe dei distretti di Valenza, Vicenza, Arezzo e Torre del Greco, così come per le micro e piccole imprese della calzatura, della pelletteria e dell’abbigliamento di qualità.

Le opportunità per l’Italia

Rilevanti anche le opportunità per la meccanica di precisione, chiamata a sostenere l’ammodernamento dei sistemi produttivi dei Paesi Mercosur nei settori manifatturiero, agroindustriale ed energetico, e per il legno-arredo, dove cresce la domanda di prodotti di fascia medio-alta, personalizzati e ad alto contenuto di design.

Necessità strategica

Secondo Granelli, la diversificazione dei mercati di sbocco è oggi una necessità strategica, anche alla luce delle tensioni commerciali globali. “L’America Latina è un partner naturale per le nostre imprese. L’Europa deve però garantire condizioni di reale equità tra i diversi tessuti produttivi, valorizzando il ruolo delle Pmi, che sono il cuore dell’economia italiana. Senza misure attuative su misura per le piccole imprese, il rischio è che i benefici dell’intesa favoriscano soprattutto la grande industria”.

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