La crisi in Groenlandia continua a scuotere l’Europa e la NATO. Dopo settimane di tensioni con gli Stati Uniti, la Germania sta valutando la possibilità di proporre una missione NATO nell’Artico per rafforzare la sicurezza dell’isola, mentre il primo ministro britannico Keir Starmer ha avviato colloqui con gli alleati europei sull’eventuale invio di truppe britanniche. Secondo quanto riportato dal Telegraph e ripreso da diverse testate europee, Londra starebbe discutendo un dispiegamento nell’ambito di una missione congiunta, con l’obiettivo di garantire la stabilità della regione e prevenire ulteriori pressioni da parte di potenze esterne, inclusi Stati Uniti, Cina e Russia. L’ipotesi rientra nel quadro della cosiddetta missione NATO “Grande Nord”, che diversi Paesi europei considerano necessaria per ristabilire un equilibrio strategico nell’Artico. La Germania, secondo fonti citate da MSN e AGI, sarebbe pronta a sostenere formalmente la proposta, mentre altri Paesi dell’Unione — tra cui Svezia ed Estonia — hanno espresso solidarietà alla Danimarca, che continua a gestire la crisi con Washington dopo le tensioni legate al dossier groenlandese. Stoccolma ha dichiarato di essere “vicina ai nostri amici danesi”, sottolineando che la sicurezza dell’Artico è una questione europea e non solo bilaterale. Il dibattito arriva in un momento di forte pressione internazionale: la Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, è diventata un nodo strategico conteso tra grandi potenze. Le recenti mosse statunitensi hanno spinto l’Europa a valutare un ruolo più attivo, anche militare, per evitare che l’isola diventi terreno di scontro geopolitico. Per ora, nessuna decisione formale è stata presa. Ma l’Europa sembra aver superato la fase dell’attesa: la Groenlandia è diventata un test cruciale per la credibilità della NATO e per la capacità dell’Unione Europea di agire come blocco strategico.



